dietro le nuvole, il sole c'è sempre
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Buio in sala, e cono di luce ad illuminare me, in cima alle scale di casa Allenatore di Basket. Lui che si volta a presentarmi ai suoi genitori-A voi, Custode delle Nuvole!-. Io che scendo i gradini uno ad uno, ancheggiando come Alexis di Dinasty. Custode delle Nuovle, come Johan Collins nella soap opera.
Non dico che era così che avevo immaginato il giorno nel quale Allenatore di Basket si sarebbe deciso a rivelare ai suoi genitori che da otto mesi non è più single ma... insomma... L'importante è che, finalmente, la Signora Allenatore di Basket ora sa che accanto al suo figliolo minore, c'è una persona di sesso femminile.
Amica Hostess: Hai visto, che bastava portare pazienza e lui è deciso?
Custode: Deciso un piffero: una sera di qualche settimana fa sono esplosa e gliele ho cantate
Amica Hostess: Credevo fossimo d'accordo che non gli avresti detto nulla nè fatto rimostranze di alcun tipo su sua madre!
Custode: Lo so... Non volevo, infatti! Stavamo parlando d'altro, con Allenatore di Basket, e gli è uscita una battuta infelice(Figurati se dico a quella signora pettegola che stiamo insieme... Nemmeno mia madre lo sa!). E non ci ho visto più!
Amica Hostess: E lui?
Custode: E lui... Ancora una volta in difficoltà che annaspava e diceva che si era accorto che questa cosa gli era sfuggita di mano ma non sapeva come dirlo ai suoi genitori perchè loro non parlano mai di queste cose. E non sapeva come uscirne. E gli dispiaceva del mio disagio. E bla bla bla
Fatto sta che l'altro giorno, circa un mese dopo le mie rimostranze di cui sopra, entro insieme ad Allenatore nel giardino di casa sua. Nella metà di tappeto erboso genitoriale, intravedo Signora Allenatore di Basket nell' atto di salire in auto col marito.
Questa è Custodeee!, le grida Allenatore di Basket tutto in un fiato, quasi temesse di non riuscire a farcela nemmeno stavolta. Ed io che, davvero, pensavo che nemmeno quella volta Allenatore avrebbe agito e che si sarebbe ripetuta la solita storia, sono invece stata colta di sorpresa. Rimasta impietrita accanto al putto che sputa acqua nella fontana, osservo immobile la Signora Allenatore di Basket che, mollata la presa sulla maniglia dell' auto, si affretta, quasi temesse pure lei che l'attimo propizio potesse sfuggirle, a raggiungermi. Pestando l'erba. La sua adorata, curatissima e verdissima erba si piega sotto i suoi stessi passi mentre, già con la mano tesa, mi si avvicina... Mi spiace pestarle l'erba, dico io mentre faccio per andarle incontro. Oh, tanto ricresce!, mi fa lei sorridendo.
Si intrattiene appena col figlio, per poche comunicazioni di servizio. Poi mi risaluta e raggiunge il marito rimasto in strada, all'interno dell' auto.
Di questo incontro, con Allenatore di Basket, non ne abbiamo più parlato. A me andrebbe di commentarlo con lui, invece. Magari di riderne insieme. Ma percepisco che per lui non è lo stesso e mi trattengo.
Fatti i bagagli in fretta e furia, prendo l'aereo e raggiungo il resto della mia famiglia a Piccolo Paese di Pescatori, per assistere al funerale di Nonno P. Un'eventualità cui eravamo preparati anche se non ti aspetti mai che quello lì, si proprio quello, sia il giorno in cui il Cielo accoglierà l'anima di un' altra persona a te cara.
E mentre, sotto il sole brillante che quella mattina investiva tutti noi parenti e amici e conoscenti, assistevo agli ultimi ritocchi di cazzuola e malta, che l'addetto delle pompe funebri dava alla tomba di Nonno P., sento le voci della folla accorsa ai funerali che, di bocca in bocca, sussurra cose tipo Guarda, quella povera ragazza, Ah, qui l'hanno spostata?, Come è precisa la foto... Mi volto a dare un'occhiata veloce, scoprendo con sorpresa che difronte a mio nonna è ora sepolta Amica Tuttaricci.
Beh, dico a Mio Fratello per consolarlo, lui che mai, ancora, aveva visto Amica Tuttaricci al cimitero, Sono contenta che Amica TUttaricci sia stata trasferita proprio davanti a Nonno P.: quand'erano in vita si erano molto simpatici!
Quando, alcuni giorni dopo, lascio Piccolo Paese di Pescatori per far ritorno a casa, mentre sorvolo la città di Amica Tuttaricci ripenso alla sorpresa di ritrovarla improvvisamente vicina a me. A sorridermi da quella foto sulla lapide, che la ritrae bella, come sempre, e intatta. Con quei capelli neri attrucciolati attorno al viso e quella collanina a fiori stretta al collo, che avevamo comprato insieme.
Rieccomi qui!
Sono dovuta partire, senza pc. Ma ora sono tornata, per raccontare. Ho solo bisogno di un paio di giorni per riorganizzarmi un attimo e trovare tempo per tutto. Post compresi!
Mese di marzo, appena trascorso. Per punti salienti:
E' una di quelle sere malefiche e malinconiche nelle quali niente sembra più opportuno che darsi alle paranoie e, perchè no, compiangersi quanto basta.
L'argomento delle paranoie di oggi è La madre di Allenatore di Basket.
Perchè mi pesa trovare la Signora Allenatore di Basket al supermercato e dover far finta di non sapere chi sia. Mi pesa che la incrocio e questa, chiaramente, mi ignora come se incontrasse una persona qualunque. Mi pesa che la incontro nel giardino di casa loro e ci diciamo, a stento, buongiorno/buonasera. Mi pesa che suo figlio, Allenatore di Basket, mi dica Non te l'ho presentata perchè non mi pareva il caso: stava sistemando il giardino e aveva le erbe in mano. Mi pesa che se dico ad Allenatore Ho incontrato tua madre fuori, in giardino. Ho provato un po' di imbarazzo perchè mi vede andare su e giù e non sa chi io sia... Io non mi permetto di autopresentarmi per educazione e perchè non voglio intromettermi tra te e tua madre. Se vuoi dirle qualcosa di me, questo riguarda il voi due ed il vostro rapporto. Mi pesa, dicevo, che lui mi risponda Infatti! Mi pesa che Amica Medichessa mi dica Custode, quella donna sta diventando per te una vera ossessione! e due giorni dopo mi racconti, candida, che il ragazzo col quale sta da poche settimane ha già detto ai propri genitori che sta con lei. Mi pesa che madri-iene di giocatori della prima squadra mi chiedano Conosci no, la nipotina di Allenatore di Basket? e mi pesa dover rispondere con finta noncuranza L'ho vista solo in foto.
Ma quel che davvero inizia a pesare come un macigno, è il fatto che allenatore di Basket continui a non accorgersi del mio disagio e a non captare quello sto cercando di dirgli.
E me ne sto qui, a piangermi addosso e a rimuginare.
Il celebre quadretto a punto croce potrà continuare a starsene appeso alla parete della stanza guardaroba di Allenatore di Basket.
Nel dettaglio.
Dopo aver atteso settimane che quel quadretto prendesse autonomamente la via della soffitta e non avendo riscontrato alcuna autonoma modificazione della circostanza, al culmine dei miei rimuginamenti interiori ed elaborazioni grastrointestinali di durata plurisettimanale, mi sono vista costretta a vuotare il sacco e chiedere il motivo dell' oscura permanenza di tale manufatto in casa sua. La sua risposta è stata talmente candida da essere svilente. Dapprima ha provato a tratteggiare un ingenuo Quale quadretto?, generando in me detonanti quesiti del tipo Perchè, quanti altri quadretti ci sono in giro per casa tua?. Poi, accortosi della brutta piega che la conversazione rischiava di prendere, ha risposto Perchè non ci faccio nemmeno caso a quel quadro. Boh, è sempre sato lì ed è rimasto lì... Frasi alle quali sono seguite sue scuse per non essersi accorto quanto quel quadretto avesse provocato in me e diponibilità a toglierlo di mezzo quanto prima. Tuttavia, per recuperare dignità, cioè per non sembrare del tutto una sciacquetta isterica, e nel vano tentativo di cristallizzare la lacrima che già mi si stava formando dietro la palpebra sinistra, ho ordinato con risolutezza che quel cavolo di ricamo restasse lì dove è sempre stato: se Allenatore lui non ci fa nemmeno caso a quel quadro, è pure ragionevole che per me non abbia assolutamente importanza che quel tripudio di crocette se ne resti attaccato a quel muro. Va da sè che io, quale appartenente al contorto mondo femminile, segretamente mi aspetti che Allenatore di Basket contravvenga al mio ordine e porti comunque in soffitta quella merda di quadro e tutti gli altri oggetti che provengono dall' Innominabile. Ma su quest'ultimo punto, non mi faccio molte illusioni perchè:
Per quanto riguarda, poi, i pupazzi e l' odiatissima tazza con gattina rosa Io faccio colazione con te, soprassiederei volentieri nella prosecuzione del post. Ma siccome sono onesta fino in fondo, per quanto al mio orgoglio dolga ammetterlo, proseguirò nel racconto. Al mio elenco di oggetti, la cui presenza in casa sua consideravo indelicata, Allenatore di Basket si è detto sbalordito della quantità di rimuginamenti che la mia mente è capace di produrre in segreto e, non risparmiandosi grasse risate, ha risposto che non sono oggetti proveninti dall' Innominabile.
Ispeziono, finalmente, la stanza guardaroba di Allenatore di Basket, nella quale non ero ancora mai entrata. “E questo quadretto chi l’ha fatto?”, ho chiesto, divertita ed ingenua. Divertita, perché a casa di un uomo fatto non ti aspetti di veder appeso un quadretto ridicolmente ricamato; ingenua, perché mi aspettavo mi rispondesse qualcosa tipo Mia mamma o Mia zia, autrici, tra l’altro, delle tende e del portarotolo-di-carta-igienica che popolano la sua casa. Ed invece, dopo breve silenzio, lui mi risponde “La mia ex”. Il gelo. Insomma, tra lui e questa Innominabile(lui non mi ha nemmeno mai detto il nome) è finita alcuni anni fa e, per volontà di lui, si sono persi totalmente di vista, senza più incontrarsi né sentirsi. Allora, dico io: se non vuoi più vedere né parlare con quella persona che tanto ti ha ferito, perché continui a tenere in casa tua gli oggetti che provengono da lei? Con l’aggravante che, quelli che conservi, non sono oggetti indispensabili. Ti avesse regalato un televisore o un frullatore, potrei anche capire che, se ormai ce l’hai, non lo butti per comprarne un altro. Ma un cazzo(!)di orrendo quadretto ricamato, tre Trudini non meglio identificati, un pinguino ed altri peluches, una tazza con gattina rosa ammiccante e
Una pugnalata. E' stata una pugnalata al mio amor proprio. Tuttavia, stante il mio profondo senso dell’ onore e della dignità personale, ho finto di ignorare
Custode: Siamo stati a cena fuori, tutti. Io con Allenatore di Basket, Amica Hostess, Amica Poliglotta... e via dicendo.
Amica Medichessa: E come è andato l'incontro tra tuo Fratello ed Allenatore di Basket? Si trovano?
Custode: Mah! Sai com' è espansivo mio fratello. A volte pure eccessivo nella sua giovialità. Che poi, Allenatore di Basket è taciturno e viene da una famiglia così discreta che i suoi nemmeno gli chiedono chi cavolo sia quella ragazza che di tanto in tanto popola il giardino e gioca con il cane e guarda i pesci rossi dentro la fontana.
Amica Medichessa: Ma la madre di Allenatore, quindi, non l'hai ancora conosciuta!
Custode: No! Loro una famiglia così discreta ed io con un fratello tutto sprintoso ed invadente e a tratti esagerato... Non so, ad Allenatore forse gli sembriamo una famiglia di marziani!
Amica Medichessa, ridendo : Ma no, dai! Non ci sarà stata ancora l'occasione.
Custode: Credi: più, a cena, mio fratello si lasciava andare ad improbabili battute a luci rosse, più vedevo, nella mia mente, la signora Allenatore di Basket allontanarsi da me lungo il vialetto del suo giardino!
(risate)
Sta di fatto che io, la signora ed il signor Allenatore di Basket, ovvero i genitori del mio Allenatore di Basket, non ho ancora avuto il piacere di conoscerli. Ok, non è detto che sia un "piacere" conoscerli... Diciamo, allora, che non ho avuto modo di far la loro conoscenza.
Due sono gli aspetti della questione che mi lasciano più perplessa.
Il primo, è che i genitori di Allenatore di Basket non solo non conoscono di persona Custode delle Nuvole, l' attuale ragazza del loro fogliolo, ma nemmeno sanno che lui da mesi si accompagna a qualcuna. Ignorano la mia esistenza. In parole spicciole, i signori Allenatore di Basket pensano che il figlio minore sia ancora single. Lui, in cinque mesi, non gli ha detto nulla nè loro gli hanno chiesto alcuncchè. Chiariamo. Non è che io voglia una presentazione ufficiale con pranzo formato famiglia e tavola imbandita e sorrisi e baci e abbracci per averlo salvato dallo zitellaggio, però è capitato che incrociassi questa signora sui sessanta-settanta in giardino(genitori e figlio hanno case separate ma giardino in comune)e che lui non avesse alcuno slancio. Zero totale. Ha lasciato che io sgusciassi fuori dal cancello di casa sua e me ne salissi in macchiana senza nemmeno cogliere l'occasione per mostrare da lontano a sua madre, la ragazza che frequenta da mesi. La sensazione che provo, alle volte è lo sconcerto, perchè mi sembra di essere l'amante di un uomo sposato e che dobbiamo nasconderci agli occhi della gente; altre volte, invece, la parte peggiore di me, quella fragile ed insicura, mi ripete che Io devo avere per forza qualcosa che non vada bene, per non essere presentata ai genitori del mio ragazzo. Forse c'è qualcosa di me che Allenatore di Basket sa che i suoi non approvrebbero e per questo nasconde loro la mia esistenza. Quando io, fintamente ironica, prendo il discorso, lui risponde che i suoi genitori sono discreti. Sarà...mah!
E qui si innesta il secondo aspetto della questione, che mi lascia perplessa. Gli avrò chiesto almeno una decina di volte cose tipo I tuoi genitori continuano a non sospettare che hai la ragazza? Ti hanno mai chiesto di me? Il cane almeno chiede chi sia io?. Ed in tutte queste volte, lui non ha nemmeno preso in considerazione l'idea che forse, essere inesistente per la sua famiglia, è qualcosa che mi pesa, mi dispiace e mi deprime perchè non vedo la necessità di nascondere l' esistenza di una ragazza nella sua vita. Io lo trovo un atteggiamento disattento, a tratti indelicato. Perchè nella sua vita c'è stata per tanto tempo un' altra ragazza che tutte queste attenzioni le ha avute. E, scommetto, senza chiederle.
Tempo fa, al cospetto di Amica Hostess ed il suo ragazzo, di Amico Perito informatico e sua ragazza, nonchè di Allenatore di Basket, mi esprimevo circa un tizio, all' interno dello stesso locale nel quale noi stavamo prendendo l'aperitivo. In particolare, mi lasciava perplessa, per non dire schifata, la circostanza che quel tizio di mezza età avesse vistosi e lunghi e folti peli nelle orecchie. Come se avesse la moquettes a ricoprirgli i padiglioni auricolari.
Ridacchio con Amica Hostess:-Cielo!, sembra che abbia due Trudy nelle orecchie...!-
Lei scoppia a ridere. Gli altri pure, Allenatore di Basket incluso. E quando tutti sono passati ad altro argomento e si distraggono dalle orecchie del tizio in esame, Allenatore di Basket, ancora ridendo, mi sussurra:-Anche mio padre ha i peli nelle orecchie!-.
La mia prima reazione è l'imbarazzo per aver fatto una gaffe con Allenatore. Ma io, non avendo ancora conosciuto la sua famiglia(e questa è un' altra storia), non potevo immaginare che i Trudy albergassero anche nelle orecchie della sua famiglia. Poi, l'imbarazzo lascia spazio alla preoccupazione: i peli nelle orecchie, saranno mica una questione genetica? Ovvero, prima o poi, i peluches faranno la loro comparsa pure nelle orecchie di Allenatore di Basket?
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Sfogliando un volantino pubblicitario di una nota catena di supermercati, capitato nella mia cassetta delle lettere, mi sono imbattuta nell' immagine di un kit TAGLIA BASETTE-PELI DEL NASO-PELI DELLE ORECCHIE. Si capisce che che sono corsa ad accaparrarmene uno che poi, il giorno stesso, ho incartato, infiocchettato e regalato ad Allenatore di Basket.
Amica Hostess:-Non l' avrà preso come un' offesa?-
Custode:-Nient'affatto! Si è messo a ridere e il giorno dopo ne ha comprato uno anche per il compleanno di suo padre!-
Operatore Sconosciuto ed Incolpevole di noto gestore telefonico: Buongiorno! Sono Operatore Sconosciuto ed Incolpevole, di XXX. Vorrei parlare con chi si occupa del collegamento ad internet.
Custode, mentendo: . E'... E'... E' mio padre, ma ora non c'è.
Operatore Sconosciuto ed Incolpevole: E quando lo posso trovare?
Custode, mentendo nuovamente: E' via!
Operatore Sconosciuto ed Incolpevole: Sì, ma mi dice a che ora rientra suo padre, così posso chiamare senza disturbare nuovamente lei?
Custode, ri-mentendo nuovamente: Gliel'ho detto, è via.
Operatore Sconosciuto ed Incolpevole: Ah, è proprio via, in viaggio quindi... E quando torna? Domani, per esempio?
Custode, arci-mentendo: Sì, domani lo trova. Diciamo... dopo pranzo. Per le due.
Operatore Sconosciuto ed Incolpevole: Allora richiamo domani alle due. Grazie!
Da giorni il telefono di casa, tra le ore 14 e le 15(pre sicurezza), squilla a vuoto e rimane inascoltato.
Prima o poi Operatore Sconosciuto ed Incolpevole si arrenderà. Cielo!, deve arrendersi!
Mi ha regalato un audiolibro. Specificamente, La Ragazza Di Mio Fratello mi ha regalato un audiolibro, l'altro giorno per Natale.Ok, un po’ in ritardo ma per Natale. Vanno di moda questi libri da ascoltare, mi ha detto, ma stranamente ho fatto fatica a trovarne, ce ne sono pochi di titoli. Chissà perché… Già, chissà per quale oscuro motivo… Forse perché l’essenza di un libro è che devi “leggerlo” e non “ascoltarlo”?!? Ad ogni modo, La Ragazza Di Mio Fratello, forse notando la mia perplessità nell’esaminare il regalo di Natale appena ricevuto, ci ha tenuto a sottolinearne l’ utilità ed ha aggiunto Io uso gli audiolibri quando devo stirare… Hi Hi Hi, ha ridacchiato alla sua maniera, così poi ti porto le camicie di tuo fratello da stirare hi hi hi… Notando che la mia perplessità stava esponenzialmente aumentando di livello, mio fratello si è sentito in dovere di spiegarmi E’ una battuta, la sua!.
Ed ora, detesto ammetterlo, quell’ audiolibro mi ha preso proprio e lo ascolto per tutto il tempo in cui sono a casa. Anzi, la storia si sta dipanando in maniera talmente interessante che sto pensando pure di trasformare la lettura di quei cd in file Mp3 per portarmeli appresso dentro il Lettore Mp3 ed arrivare alla fine dell’ audio libro quanto prima. Per vedere come va a finire il racconto. Il che implica che ho sospeso tutte le attività non necessarie alla mia sopravvivenza, tipo rispondere alle e-mail degli amici ed il cosiddetto cazzeggio internettiano del quale Google e Wikipedia e Splinder sono miei grandi ed apprezzati complici.
Al momento, sono riuscita a sospendere, seppur temporaneamente, l’autosomministrazione di audiolibro, per rispondere alle incalzanti e-mail di ancor più incalzanti amici e per dedicarmi al mio blog, sempre più impolverato ma mai abbandonato a se stesso. Il che dovrebbe inorgoglire i miei lettori perché, di questi tempi, non spengo quei cd parlanti nemmeno per andare al bagno. La qual cosa implica che, prima di introdurmi in bagno, alzo il volume dello stereo in modo che la voce narrante possa raggiungermi pure sul mio aristocratico water.
I vicini di casa, ringraziano.
L' altra sera è venuto a trovarmi Allenatore di Basket. Sì che si è intrufolato in casa mia per stare un po' con me, ma anche, sospetto io, per visionare personalmente il regalo di Natale ricevuto da La Ragazza Di Mio Fratello, dato che lui, l'ingenuo, di audiolibri non aveva nemmeno mai sentito parlare. Così che, mentre io ero in bagno a lavarmi i denti, cercando di togliermi di bocca i pezzetti di carota grattuggiata ingerita per cena, lui ha scrupolosamente esaminato la scatola contenente i 12 cd di audiolibro e poi, dalla cucina al bagno mi ha letto, ad alta voce, cosa c'era scritto sul retro della confezione plastificata:
PRODOTTO UTILIZZABILE DA NON VEDENTI E IPOVEDENTI
Scoppiando poi in una fragorosa risata, giustificata dai suoi 11 decimi.
Le mie 4 diottrie di miopia, ringraziano.
Me ne sto seduta sul divano di Allenatore di Basket, la testolina di lui, malaticcio e teneramente addormentato, appoggiata sulle mie ginocchia.Un po' leggo il libro che mio fratello mi ha regalato per Natale, un po' osservo lo scoppiettio del fuoco dietro il vetro del caminetto.
Guardo la legna esaurirsi man mano, divorata dal fuoco. Sollevo delicatamente la testa di Allenatore di Basket e la ricolloco sopra il cuscino con su disegnato Snoopy e la sritta Champion. Un regalo di quando era ragazzino, mi ha detto una volta. Regalo di chi non l'ha specificato. Nè io l'ho mai chiesto, solo intuito. Mi alzo per mettere un paio di legni nel caminetto: faccio scorrere il vetro del caminetto, butto dentro la legna e riabbasso il vetro.Allenatore di Basket non si accorge di nulla e continua a dormire.
Di altri tempi avrei impiegato quei minuti di sosta e silenzio per sgattaiolare in cucina a telefonare all' Amica Tuttaricci. Rifletto.Che l'anno appena trascorso è stato sconvolgente dal punto di vista emotivo: ho avuto una quantità di bene incommensurabile ma ho perso pure tanto.
Che, a conti fatti, quasi metà del 2007 l'ho passato senza Amica Tuttaricci. Che non c'è stato un solo giorno nel quale io non abbia pensato a lei. A lei che mai è tornata da me in sogno, mentre a tutti gli altri che l'hanno conosciuta, ciclicamente torna a salutarli.
Custode: Mh... Credevo non me ne importasse nulla della ex storica di Allenatore di Basket. Ed in effetti non la sento assolutamente una minaccia, tantopiù che si sono volontariamente persi di vista loro due... Però non so. Dev'essere una questione di competizione femminile: più passa il tempo, più il mio livello di curiosità riguardo questa sconosciuta sta diventando CRE- SCEN- TE.
Amico Risorse Umane: Custode, ricorda: le ex fidanzate sono sempre belle, intelligenti ed interessanti solo nella fantasia delle attuali fidanzate!
Parole sagge in maniera disarmante.
C'è poco da fare, mi sto lasciando andare. Scrittoriamente, intendo. Non posto oramai più e me ne scuso. Mi riprometto, di post in post, di essere più assidua, produrre con maggiore frequenza, frequentare il mio blog più volte al dì, come facevo fino ad un paio di mesi fa. Eppure non riesco ad essere costante. Nell' arco della giornata mille e più idee mi si affacciano alla mente. Le scrivo provvisoriamente su pezzi di carta sparsi che poi perdo nel caos. Cerco di annotare tra i neuroni le cose da raccontare. Me le sottolineo nel cervello, metto graffette qui e lì per tenermele ben impresse. Poi, quando arrivo al computer, cinque minuti e posto questa cosa qui, quell' altro discorso là, mi dico. E poi non mantengo.
Giusto stamane, si parlava al telefono con Amica Medichessa del mio sogno scrittorio mai abbandonato del tutto, ma per troppe volte accontanato e messo da parte a favore di altre cose più concrete, spesso più redditizie, più spesso ancora inutili e svilenti e poco soddisfacenti. Scrivere per campare o campare per vivere?, ho letto una volta nei miei peregrinaggi di cazzeggio internettiano.
Si prlava con Amica Medichessa di cose da fare e da disfare ed il tempo che non basta mai , peggio ancora, non passa mai, costringendoci all' inerzia ed alla noia distruttiva.
Custode: Per esempio, sono mesi e mesi che mi dico che devo tingere di nero la mia giacca di velluto rosso, e non lo faccio mai
Amica Medichessa: Quella giacca ridicola, da Babbo Natale?
Custode: Sì, dai!, quella che quando l'ho comprata mi hai detto -Custode, non ti avrei mai creduta capace di comprare una giacca simile!-
Amica Medichessa: Ma non puoi tingere la tua giacca rossa!
Custode: E perchè? E' velluto ma è pur sempre cotone, credo verrà bene la colorazione in lavatrice.
Amica Medichessa: Ma... Ma... Ma non puoi tingerla!
Custode: Perchè?
Amica Medichessa: Perchè se la tingi di nero, io non potrò più prenderti in giro per la tua giacca da Babbo Natale!