dietro le nuvole, il sole c'è sempre
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Segnali positivi sul fronte dei miei piccoli disastri: alcune cose stanno andando a posto da sole, senza che io, dall’alto della nuvola sulla quale soggiorno abitualmente, abbia fatto nulla!
Nel dettaglio:
1. L’auto, in questo momento, è dal meccanico e mio padre, di ritorno dall’officina, si comporta normalmente: segno evidente che non si è fermato a chiacchierare con il meccanico dei loro rispettivi figli, come fanno si solito… Mi pare positivo!
2. Vera sta tornando sui suoi passi e si sta riconciliando con il suo ragazzo, nonostante io le avessi INVOLONTARIAMENTE dato lo spunto per lasciarlo. Sono affari loro, e mi sta bene così!
3. La libraia si è arresa all’evidenza: il libro che lei stessa mi ha costretta ad ordinare un mese fa, in un giorno di pioggia, non arriverà mai nel suo negozio! Pertanto, mi ha invitata di sua spontanea volontà a rivolgermi ad un'altra libreria.
Ora non mi resta che:
1. finire di preparare 200 pagine d’esame per lunedì
2. trovare il modo di evadere il giorno del mio compleanno, così da evitare indigesti festeggiamenti con l’altrettanto indigesto, annesso teatrino familiare(non foss’altro per l’attrice che impersona)
3.escogitare la maniera per andare oltre il “ciao” con il ragazzo denominato OcchiAzzurri.
Mio padre dovrebbe portare l’auto dal meccanico per via di un cuscinetto che si è inspiegabilmente rotto. “Inspiegabilmente” per mio padre, non per me! Infatti sono l’unica della famiglia che conosce esattamente le modalità di questo guaio meccanico… Diciamo che, se questo cuscinetto già stava dando qualche problema, io gli ho dato il colpo di grazia! Alla domanda paterna:”Sei andata con la ruota sopra il marciapiede?”, ho risposto:”Noooo, lo so che tu non vuoi che lo si faccia con la tua auto!”. Ed ero sincera. Infatti non è così che ho martoriato l’auto ma parcheggiando su di un terreno un po’ gibboso, pieno di voragini. In effetti, più che un parcheggio, era un cantiere edile e, sempre in effetti, mi sono subito accorta che l’auto ha cominciato a fare più rumore del normale… Ma questo papino non lo sa, né me lo ha mai chiesto e allora,… perché dirglielo? Tuttavia, non è ciò che mi preoccupa, al momento, ma il fatto che io ed il figlio del meccanico, ci siamo di recente visti in un pub. Non che trovarsi per caso con lui in un pub, risulti agli occhi di mio padre disdicevole! No, questo no; però il fatto che io fossi piena di gin lemon fino alle orecchie, questo sì che potrebbe essere compromettente. E sarebbe meglio tenere riservato pure il siparietto nel quale il figlio del meccanico insistite per berci un martini insieme ed io accetto, lanciandomi in una elegante conversazione sugli ultimi modelli automobilistci… io che, in realtà, distinguo le auto dal colore!! Insomma, spero che il tizio, incontrando mio padre, non si lasci sfuggire nulla circa la mia doppia vita da gin-lemoniana accanita/improbabile esperta d’automobili… Lui è tanto un caro ragazzo, ma temo creda ancora alla favola: Ormai siamo grandi ed a i genitori non importa ciò che facciamo il sabato sera!
Era da un paio di settimane, cioè da quando avevo intascato il compenso per aver lavorato ai seggi, che aspettavo di spendere un po’ di soldini. Finalmente oggi ce l’ho fatta! Io e due amiche siamo andate in uno di quei terribili-enormi e vagamente angoscianti centri commerciali a 3 piani. Dentro e fuori dai vari negozi, le nostre vite che si intrecciano a quelle delle commesse, la voce dell’altoparlante che ripete ad intervalli regolari messaggi promozionali: a tratti mi pareva di stare dentro la soap Centrovetrine… Poi siamo entrati in un posticino che, lì per lì, non pareva niente di speciale, fino a quando non mi si avvicina la commessa e mi soffia nell’orecchio la formula magica:”Guarda che qui è tutto, tutto col 20% di sconto”. La guardo come se mi avesse appena proposto di tirarci insieme una pista di coca… Sconti? Sconti? Sconti? Sono corsa a dirlo alle mie amiche(che poi, perché le chiamo genericamente”mie amiche”?…Sono Anto e Fede!)e l’entusiasmo ha subito un’impennata come quando eravamo adolescenti e, l’allora VideoMusic, trasmetteva uno dei video dei New Kids On The Block! Schegge impazzite di un mondo consumistico che non si arrende nemmeno quando l’armadio è talmente pieno che l’asta che sostiene gli abiti mi si è rotta 5 volte(almeno) e le mie scarpe ormai trovano posto solo in garage, a causa del sovraffollamento della scarpiera. Sandali, abitini, camicette, parei e quant’altro. Ora sono a casa, esausta. Indosso una t-shirt di quando avevo 17 anni(la mia maglia del cuore…), un paio di pantaloni stile benzinaio ed ai piedi i miei fantastici, stringatissimi e nuovi sandaletti neri. L’odore di cuoio ha invaso tutta la stanza, saturandola. Sono sollevata per il fatto di aver finalmente trovato le scarpe che cercavo, ma ho pure un atroce mal di testa. Dev’essere il risvolto negativo dello SHOP ANAFILATTICO…!
Ieri sera, passano a prendermi in auto Anto e Fede. Ci perdiamo nelle vie di campagna, cercando di arrivare in quel locale “un po’ fuori mano, dove una volta ci ha portati Charlie”. <Qualcuna di voi si ricorda la strada?>, chiede Anto mentre esce dal parcheggio di casa mia. Ovviamente no, ma tentiamo ugualmente… Ed inizia il giro serale per i paesini della zona, a casaccio. Nessuna delle tre si ricordava di essere mai passata davanti alla chiesa… E quella casa colonica, quand’è che l’hanno ristrutturata? Ed è vero che Charlie ha trovato una donna? Sì, ma non hanno una storia, pare si sia solo invaghito di una collega. E giù, tra un’ inversione di marcia e l’ altra, a parlare, sparlare. E ridere. Ridere. Cavolo se si ride, mentre si vaga in auto con le amiche! Ho sempre pensato che i viaggi in macchina con gli amici, siano quasi sempre più divertenti del tempo trascorso nel luogo verso il quale si sta viaggiando… Poi arriviamo. <E’ qui!- annuncio trionfante- C’è la biblioteca: me lo ricordo benissimo, perché ho pensato che un giorno sarei venuta a dare una sbirciatina ai libri che propongono!>. In auto si vive un momento di esaltazione: trovato!! Anto sterza a sinistra con decisione, imbocca la stradina punticchiata di sassi che costeggia la biblioteca e… si ferma davanti ad un cancello chiuso. <Noo, non ci posso credere, è chiuso!>, dice lei. <Come? Di giovedì?>, chiede Fede. Stiamo lì a fissare incredule il cancello del parcheggio chiuso, nel buio. 30-40 secondi. L’entusiamo ci si è di colpo afflosciato. <Anto- dico- credo che…. Insomma, ci sono dei… Come se fosse… Anto, questo non è il parcheggio del pub… E’ UN CAMPO DA CALCIO!!! >. Poco oltre, su quella stessa stradina triste, ecco il nostro pub. Anto offre da bere, perché ha preso il suo primo stipendio. E Gin-lemon fu.
L’ altra sera Vera mi ha telefonato. Si sentiva che era un po’ giù. Abbiamo parlato del più e del meno. E poi via, con i filosofeggiamenti… E’ giusto accontentarsi di stare con una persona anche se non ci si sta benissimo? Esiste il principe azzurro? O, forse, bisogna accontentarsi di un principino sbiadito perché non esiste il grande amore? Porre a me queste domande è come sfondare una porta aperta… Io che, in virtù del “tutto o niente”, ho preso un imbarazzante numero di fregature pur di vivere fino in fondo, sentirmi vibrare l’anima di sensazioni(positive e non); io che rido fino ad arrivare alle lacrime e che, di lacrime di tristezza, riesco a sfiancarmi talmente da accasciarmi sul pavimento. Io che se non provo qualcosa di considerevole nell’arco della giornata, mi pare di non aver nemmeno vissuto. Io…le ho sinceramente risposto ciò che penso:”Tutti si meritano di vivere a colori vivaci!”. Solo che non credevo che Vera traesse spunto da quelle mie parole per, nemmeno 24 ore dopo la nostra telefonata, …lasciare il suo ragazzo!! Ma che ho fatto?? E dire che, il suo non-più-ragazzo mi era pure vagamente simpatico: una volta mi aveva persino fatto i complimenti per come mangiavo la pizza:<Quando mangi, sei così… geometrica!>, mi ha confidato! Mh… almeno credo che fosse un complimento…
Lei incontra a cena una mia amica che non vede da 3 mesi, e con la quale non ha assolutamente confidenza, e le dice candidamente:”Ciao! Ho saputo che vi siete lasciati con Paolo di Torino e che adesso stai con un nuovo ragazzo che si chiama sempre Paolo… che però è di Mantova! Hi Hi Hi”. Gelo tra i presenti, nel locale e tutt’attorno nel raggio di 1km. Gli occhi di tutti si mettono a perquisire le mattonelle del pavimento una ad una. Hi Hi Hi.
Elenco domande/risposte abbarbicate sui miei neuroni:
1. Che cazzo sta dicendo la ragazza-di-mio-fratello? E’ di una delicatezza socialmente imbarazzante.
2. Ride perché pensa di aver fatto una bella battuta? Forse ha subito un espianto dello humor e si è convinta di aver detto qualcosa di comico…
3. Perché non può ridere normalmente, invece che con Hi Hi Hi? (Cerco ancora una risposta)
Sono andata in libreria, ho fatto un giro per il paese, ma non ho visto OcchiAzzurri. Non importa, va bene così… Ora la mia attenzione è tutta presa da un libro che ho forzatamente ordinato una decina di giorni fa. E’ andata così. Pioveva a dirotto ed io, senza ombrello, sono entrata da Mondatori aspettando che spiovesse. Faccio un giretto, limitandomi a guardare. In effetti, avevo adocchiato da tempo <Il guerriero della luce>, ma avevo rimandato più volte l’acquisto… La commessa mi chiede come può aiutarmi. Una. Due volte. Così, per farla contenta, conscia che dallo scaffale erano sparite le copie di quel libro, le ho chiesto:<Hai il guerriero di luce?>.
E lei:<ooooh, caaaara -mi chiama CARA, neanche fossimo amiche dai tempi della naja:ma chi la conosce??- l’ho finito!>.
Ed io:<Vabbè, allora niente…>
E lei, ostinata:<Ma te lo ordino!>
Ed io, annaspante:<Mh.. ma mi serve in fretta, per un regalo!>
E lei, carogna-dentro:<Ma te lo faccio arrivare domani!>.
Morale. Ho ordinato un libro che volevo(ma non troppo), per un urgente compleanno che non esiste e… dopo 10giorni, quel cavolo di libro non è ancora arrivato! Perché? Perché non mi hai gentilmente mandata in un’altra libreria(dove non sarei mai entrata, tanto non pioveva più!)? Ammettilo, sorcio inconcludente: non hai la più pallida idea di quando <il guerriero> tornerà a stanziarsi sugli scaffali del tuo negozio!
Serenità. Pace. Dopo settimane di agonia intellettiva, finalmente riesco ad ingranare con lo studio, l’ambiente di casa, faccio con gli amici le cose che mi piacciono, passo ore a ridere al telefono… L’altro pomeriggio, mentre ero in spiaggia con Anto, ho realizzato improvvisamente che l’ uragano Gian, che mi aveva scompigliato ed a tratti persino sconvolto l’ anima, è passato. Mi è scivolato fuori dalla mente, senza che nemmeno me ne accorgessi. Certo, a volte ci penso ancora ma senza dolore. Senza rabbia. Sono guarita? Oppure mi sono assuefatta alla sofferenza, fino al punto di non sentirla più? Mi sto illudendo di stare meglio? Ma, soprattutto, quanto c’entra in tutto questo mio benessere, il pensiero degli occhi azzurri di un ragazzo che Gaia mi ha presentato qualche giorno fa? Giusto per chiarirmi le idee, nel pomeriggio, vado a farmi un giretto fuori… Mh… Devo giusto fare un salto alla libreria che sta vicino alla nuova casa di OcchiAzzurri! …mi sento una deficiente, ma non posso resistere a vedere che effetto mi fa trovarlo per strada! Mi sento vagamente euforica e…senza gin-lemon!
Ci sono volte, come oggi, in cui sono immersa nelle mie quotidiane (non)attività ed all’improvviso, fanno irruzione nella mia mente dei mantra(sorta di canzoncine prive di significato corrente)che ho imparato durante la fulminea frequentazione di un corso di yoga, a febbraio… E’ come se, in sole 4 lezioni, mi avessero fatto il lavaggio del cervello, ingarbugliando incomprensibili sillabe tra i miei neuroni che, di tanto in tanto, si affacciano sulle mie labbra e mi impongono di cantarle! Viste le bizzarre modalità di svolgimento di questo corso di yoga, francamente, non mi stupirei affatto se scoprissi di essere caduta vittima di una sorta di “setta del baccalà”. Sì, perché il maestro non faceva che elencare i benefici effetti di una dieta a base di baccalà… Mh… già dalla prima lezione, in effetti, mi è parso ci fosse qualcosa di strano. Entro in palestra e mi siedo su di un tappetino azzurro. Inspiro(sat)ed espiro(nam). Sat-nam sat-nam sat-nam... E grazie al terzo occhio(tra le due sopraciglia), riesco a vedere cose che mai sarei riuscita a vedere con gli altri due occhi(quelli che uso abitualmente, per intenderci!). Ma tengo conto anche del fatto che tra i miei guai c’è pure la miopia… Sat- nam, sat-nam: grazie a questa respirazione, riesco ad eliminare le negatività accumulate durante la settimana. I miei pensieri si fanno puri,luminosi. Infatti, l'idea che mi attraversa la mente è<Speriamo mi restituiscano gli Euro che ho sborsato per questa str...ta!>. E poi, le luci della sala si spengono e ciascuno si avvolge in una copertina, per il momento di rilassamento finale. Alla mia sinistra c'è una tizia che, addirittura, si avviluppa in un sacco-a-pelo verde e si chiude pure la zip. Oddio(!)sono stesa accanto ad un bozzolo verde, trapuntato... Mi viene da ridere e nascondo il viso sotto il mio plaid giallo ma, coprendo il viso, mi si scoprono i piedi... Allora mi concentro sull' altro mio "vicino". Alla mia destra c'è un vecchietto dai capelli tinti ed il plaid blu/rosso. Mi concentro. Il maestro parla e ci guida lungo i sentieri della mente. Ecco, finalmente, mi scaturisce un pensiero diverso da quelli finora fatti sul bozzolo trapuntato. Pensiero sereno, pensiero di pace e fratellanza:"Se, nel buio,questo vecchietto allunga le mani, lo ammazzo di botte!". In sostanza, i risultati benefici che ho ottenuto sono stati ZERO, ma gli Euro che questa setta del baccalà ha ottenuto da me, sono stati ben QUARANTA! Mh… 40 Euro per lasciare che dei mantra rimanessero intrappolati per sempre nella mia mente… Non male!
oh cielo! stavo cucinando un uovo sodo... mi sono messa al pc... Poi non so, mi sono scordata dell'uovo e questo, boli e ribolli... è letteralmente esploso! ...che paura ho preso!
Elenco degli eventi che mi hanno impedito di aggiornare il blog:
Ma chi è quello splendore d'uomo che fa l'inviato dall'Iraq, per il tg2? Quel tale che risponde al nome di... Fabio Cucchioni? Che spettacolo naturale... Mi lascia senza fiato ogni volta che appare in video! Bello, non c'è che dire!
I buoni auspici che mi attendevo stamattina quando, al risveglio, sono stata avvolta dall’odore del rosbeef di ieri non hanno trovato un grancchè di concretizzazione. O, se sì, non me ne sono accorta! Dopo aver studiato un po’ qui un po’ lì, ho deciso di farmi uno shampoo(sempre per rinfrescare i pensieri, mi aiuta molto…), vestirmi ed uscire per le vie del paese. Speravo di trovare una qualsiasi persona di mia conoscenza, tanto per fare due chiacchere, ma non ho trovato nessuno. Certo, avrei potuto scambiare 2 parole con una signora di mezza età che mi faceva catechesi alle medie; oppure intrattenermi con quella squilibrata della libreria… Il punto è che… Insomma, mi duole profondamente ammetterlo e so che, se i miei amici del tiffwick lo sapessero, si arrabbierebbero(ma nessuno lo dirà mai a loro, vero?!?) ma… Sono uscita nella speranza di incrociare casualmente Gian. Ed ora che sono tornata a casa, senza aver cavato un ragno dal buco, mi sento delusa. Triste. Ad un passo dalle lacrime. Mi manca terribilmente il suo viso. Ma cosa diavolo mi è venuto in mente di mandarlo a quel paese perché non volevo dividerlo con altre ragazze? Sì, è un fedifrago, stronzo, traditore ma, se non me ne fossi sbarazzata, adesso avrei, perlomeno, un “pezzetto di Gian”. Invece non ho nulla di lui. Nulla. So che passerà, così come è passato tante volte. E poi, non posso tradire il sottotitolo del mio bolg, no?!? Dietro le nuvole, il sole c’è sempre! Passerà! Solo che adesso fa male. Male. Vado a farmi un toast, sono certa che mi farà sentire meglio. Mh… se in una prossima vita dovessi essere un medico, scriverò un libro sulle capacità rigenerative del cibo salato, sull’anima.
Ieri, per festeggiare, ho mangiato una deliziosa bistecca di rosbeef. In tempi normali, non lo avrei per nulla considerato un “festeggiamento” ma ora sì, per via della ragazza-di-mio-fratello… Mi spiego. Lei non mangia fritti, né carni rosse, né tanti altri alimenti; così, quando lei viene a casa nostra, siamo tutti costretti a mangiare petti di pollo ai ferri, ricotta, pasta condita in maniera poco sofisticata etc… Per intenderci, tutti cibi che, se anche sei perfettamente sano, ti fanno sentire come se avessi già un piede nella fossa. Dato che ieri era il primo pranzo(dopo 3 giorni)per il quale potevo scegliere cosa mangiare, ho profuso nell’aria del mio quartiere l’essenza di “carne alla griglia”. Stamattina, appena entrata in cucina, sono stata investita dai residui dell’essenza di griglia(eau de grill??): lì per lì è stato terribile prepararmi la colazione con gli atomi di rosbeef fluttuanti nell’aria. Poi, però, mi sono ricordata da quale intima soddisfazione personale si fosse generata quell’aria ammorbata(e persistente!)ed il mio umore ha avuto un’impennata notevole, nelle quotazioni della “borsa della contentezza”!! Insomma, la giornata mi pare si sia aperta sotto i migliori auspici.
Ho continuato ad esibire il mio talento d’attrice per tutta la mattina, fino alla fine del pranzo quando, con un guizzo da attrice consumata, ho estratto dal frigo un fantastico dolcetto, l’ho posato in tavola davanti agli occhietti della ragazza-di-mio-fratello ed ho esclamato con la solita finta esaltazione:” Ho voluto prepararti un dolcetto per il compleanno… Tanti Auguriiiii”.
Elenco pensieri che mi attraversavano la mente, mentre pronunciavo quelle parole:
Poi, come gratifica al mio amor proprio, sono andata a mangiare un gelato con 4 miei amici, avendo cura di starmene fuori casa per tutto il pomeriggio, in modo che, al mio ritorno, i due piccioncini si fossero già dileguati, fino al prossimo fine settimana…
Adesso è sera, tra poco andrò a letto. Un piccolo pensiero vola in alto, a Renato, che non c’è più: Mi piace pensarti sorridente mentre, a bordo di una nuvola, sfrecci nell’azzurro del Cielo…Ciao Renato!