nuvole di passaggio

dietro le nuvole, il sole c'è sempre

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giovedì, 29 luglio 2004

Chiamo Anto, per chiederle di accompagnarmi a comprare un paio di sneakers: lei è sempre aggiornata, ha uno stile sportivo…insomma, è informata su queste cose molto più di me che, come sappiamo, sto seguendo un impreciso percorso di sincronizzazione. Per dirla tutta, avevo pure un po’ di soggezione del ragazzo del negozio che è un pochino strampalato e, se gli chiedi un certo paio di scarpe che ha in negozio, te le da dicendoti:”sì… ma in effetti sono scarpe da rivista di moda…Mh… a me non piacciono!”. Le cose sono due: o fingi che ti piacciano per vendermele, oppure non le ordini proprio, così non sei “costretto”a venderle. Il tizio si rivela loquace e simpatico, nella sua stramberia ma, soprattutto, frustrato nella sua creatività. Ci racconta del suo passato da designer di scarpe ginniche e, nel frattempo, boccia senza appello un paio di sneakers bianche che gli avevo chiesto. Ci mostra le foto delle sue opere esposte in alcuni musei di arte moderna(davvero interessanti)ed intanto mi obbliga a provarmi una calzatura con un inserto di rete, per poi, una volta indossata, dirmi che è orrenda. Anto mi guarda, ride, gira per il negozio incuriosita, si prova una scarpa color mattone:”Meravigliose- decreta il ragazzo- io con queste mi ci farei un divano”. Un divano di scarpe? Anto finisce per comprarle ed anche io finisco per accaparrarmi un paio di scarpe nere che sembrano piacere pure al tizio che, intanto, è passato a raccontarci della sua Prima Comunione, cioè di quando, presentatosi in scarpe da ginnastica, il prete lo mise in fondo alla chiesa,perché rovinava l’estetica della cerimonia! Il tempo passa ed il tizio, nel minuscolo assiepato negozio, ci racconta dei suoi viaggi, dei ragazzini terribili vestiti come tarricone, della sua collezione di scarpe da oltre 7000 paia. “Ma dove le tieni, 7000 paia di scarpe?”, chiedo. “Infatti, c’è mia nonna che è sepolta dalle mie scarpe”! Dopo circa un’ora e mezza, Anto ed io siamo fuori di lì, ciascuna con un paio di sneakers, entrambe incuriosite dal resto dell’esistenza del designer/venditore di scarpe. Cos’ altro ci nasconde? Poco male, basta resistere un paio di giorni: G. ci ha giusto chiesto di fare una puntatina con lei, in quel negozio, sabato pomeriggio.

Postato da: custodedellenuvole a 21:37 | link | commenti (3) |

mercoledì, 28 luglio 2004

Vari discorsi in sospeso tra un post e l’altro. Mi sento di dover concludere, in questa settimana, gli argomenti precedentemente solo abbozzati, non foss’altro perché me ne sto partendo e non si sa mai… che se l’aereo non dovesse effettuare correttamente una qualche manovra, i miei lettori restino preda della suspance: non voglio essere causa d’ansia per nessuno, nemmeno una volta passata a miglior vita.

Punto primo, prosegue a marcia inversa la mia sincronizzazione: invece del videofonino, ho acquistato una nuova batteria per il mio fatiscente cellulare. Non che sia fatiscente per l’età, ma l’ho più volte fatto cadere a terra, per verificare che fosse realmente <antiurto>, così come mi avevano detto al momento della vendita. Beh, non lo era!

Punto secondo.  A parte il timore di incontrare Elton John, c’è essenzialmente un motivo, per il quale non mi piace andare al mercato: le vecchiette, solo apparentemente innocue, che si ostinano ad andare in bicicletta in mezzo alla folla. Divieto di accesso nei giorni di mercato: sai leggere? Ed allora perché ti incaponisci a passare tra i pedoni, se va bene, ed a brontolare perché nessuno si scansa, se va male? Lo capisci o no che il mercato è fatto per i pedoni e che sei tu, in bicicletta, a sbagliare e commettere un’ infrazione?

Punto tre. La mia hit-parade del cioccolato si ferma, per causa a me non imputabile: è sparita la tavoletta fondente-con-mandorle. Scommetto che se facessi una radiografia agli apparati digerenti dei miei familiari, potrei facilmente individuare il mio (ex)cioccolato.  Mi butterò sul gelato.

Postato da: custodedellenuvole a 12:44 | link | commenti (4) |

martedì, 27 luglio 2004

Ispirata da un commento al mio post precedente, circa occhiali da mare e da montagna, mi sento in dovere di diffondere un episodio da antologia ottica. Me ne sto in auto, ferma al semaforo rosso. Alla mia destra un signore anziano, a bordo di una vespa, che aspetta pure lui che sia verde. Lo osservo, così come faccio sin da bambina con i miei vicini di semaforo. Cosa vedo? Il signore in questione, indossa un paio di occhiali da sci. Quelli che ricoprono pure il naso, per intenderci. Fin qui, nulla di strano, se non fosse che abito in una città di pianura. Ma soprassediamo alla pianura ed alla città, perché… il tizio con la vespa, ha messo i suddetti occhiali al contrario,ovvero sottosopra, ovvero con la parte del naso all’insù. Il semaforo è rosso. Il tempo passa ed il tizio, grazieaDio(!), respira, appannando gli occhiali. Persiste il rosso: il tizio è costretto, per tutta la durata della sosta, a sollevare più volte gli occhiali per farne “spannare”le lenti.

Due riflessioni personali:

1.        possibile non si renda conto che basterebbe indossarli correttamente, per agevolare la fuoriuscita dell’anidride carbonica?!?
2.   E se quel tizio, un giorno, scoprisse di avere la cataratta, cosa indosserebbe, occhiali da saldatore?!?

Postato da: custodedellenuvole a 21:05 | link | commenti (2) |

Benché non fosse nella lista delle operazioni necessarie per “sincronizzarsi”, ho comprato un paio di occhiali da vista nuovi. Al suggerimento dell’ottico:”questi vanno tantissimo”, ho gentilmente risposto: “Ok, ma lasciamoli a Lina Wertmuller”. Poi ne ha tirato fuori un paio con una miriade di brillantini, che mi pareva di essere uno di quei camion che trasportano i carichi eccezionali, con tutte le lucine. Ovviamente, non ho confessato all’ottico il mio reale pensiero ma mi sono limitata a dire”questi, invece, li lasceremo alle star di Hollywood”. Poi, è stata la volta di una montatura zebrata che cordialmente ho lasciato a “Roberto Cavalli”, di una, ricoperta di stoffa, che ho dato all’amministratore delegato della Divani&Divani e così via… Dopo mezz’ora, un sacco di personaggi avevano sul naso gli occhiali che  avevo concesso loro, ma io non avevo ancora messo in testa al negoziante che volevo una cosa normale. Poi, guardando con attenzione i ridicoli pantaloni che l’ottico indossava, ho capito che, forse, avevamo un concetto di normalità differente. Totalmente  differente. Allora, ho optato per il metodo self-service: ho puntato il dito dentro una bacheca esclamando “queeeeestiii!” e sono tornata a casa con un fantastico, normalissimo, paio di occhialetti a strisce(più normali di quanto non sembri dalla parola “strisce”!). La prossima volta che incontrerò Elton John al mercato, devo ricordarmi di suggerirgli il nome dell’ottico dal quale sono andata. Ah, dimenticavo, che io detesto andare al mercato…

Postato da: custodedellenuvole a 12:08 | link | commenti (2) |

lunedì, 26 luglio 2004

uffa! non mi è venuto tutto scritto bene. detesto le righe e i caratteri di grandezze diverse!

Postato da: custodedellenuvole a 19:21 | link | commenti |

Sarò all’antica ma il concerto jazz di ieri sera mi ha lasciata perplessa. La musica era piacevole, la cantante aveva una bella voce e la sapeva usare, la cornice dello spettacolo incantevole ma i testi delle canzoni… Ma si può strillare da un palco cose tipo: <la musica è diarrea>, <lo sperma nel trombone>, <la danza del piscio>? Mah, sarà che devo “sincronizzarmi”, se non voglio rimanere troppo indietro… Forse dovrei darmi una ristrutturatina.

Elenco operazioni necessarie per stare al passo coi tempi:

1.        acquistare un videofonino(ce l’ha pure O.Berti!)

2.        indossare un girocollo con le perline di plastica colorata, grandi come noci

3.        accaparrarmi una maglia coi colori del Brasile, nel negozio all’angolo che chiude per cessata attività

4.        frugare in garage, alla ricerca delle Converse che usavo alle medie

5.        tocco finale: la scrittura modello xò-tvumdb-xkè-6-1-figo…

Poi, dovrei prendere in seria considerazione l’idea di cercarmi un sociologo che mi spieghi perché i bambini di 10 anni, sembrano averne 20. Ma alle elementari, c’è bisogno di farsi i colpi di sole per imparare chi sia Cavour? Considerato che i miei capelli sono tutt’oggi del mio colore naturale, è un miracolo che io sia stata promossa tutti gli anni!

Postato da: custodedellenuvole a 19:20 | link | commenti (7) |

domenica, 25 luglio 2004
titolo

Ecco! Ho modificato titolo ed indirizzo del blog. Dovrei sentirmi come quando si indossa un vestito la prima volta, invece provo uno strano senso di malinconia… Mi pare di aver tradito me stessa, i miei due lettori… Ero affezionata al titolo precedente, mi piaceva: l’avevo scelto perché mi ricordava un programma alla radio che ascoltavo, ai tempi del liceo, mentre mi preparavo per andare a scuola. Inevitabilmente finivo per uscire troppo tardi da casa, salivo a bordo del mio potente mezzo di locomozione(bicicletta Atala corredata di cestino fucsia)e via! Ci trovavamo  per strada con il mio amico Paolo e, con le biciclette affiancate l’una all’altra, chiacchere e risate incontrollabili per la prima metà della strada; l’altra mezza a pedalare forsennatamente per recuperare il tempo perso. Ora Paolo vive a Barcellona, fa l’architetto e conosce 4 lingue: è una di quelle poche persone alle quali perdono di ricordarsi sempre del mio compleanno! Ricordi a parte, ho dovuto, dicevo, cambiare titolo perché, armeggiando col computer davanti a mio fratello, è venuta fuori la mia paginetta personale e lui ne ha letto il titolo. Non potevo rischiare che, spinto dalla curiosità, si mettesse a leggere le miei vicissitudini o, peggio,  le critiche che rivolgo alla ragazza-di-mio-fratello. A questo punto, vado a farmi uno shampoo per lavare via la malinconia del cambiamento non voluto ma, soprattutto, perché vorrei andare ad ascoltare il concerto jazz di stasera con… capelli puliti!

Postato da: custodedellenuvole a 17:50 | link | commenti (2) |

La comodità di avere solo due lettori( togusa e jdk), sta nel fatto che se, come ora, ho necessità di cambiare il titolo del mio blog, è sufficiente, una volta scelto quello nuovo, che io faccia visita solo a due persone, per comunicare la piccola variazione. Nei prossimi giorni.

Postato da: custodedellenuvole a 15:27 | link | commenti (4) |

sabato, 24 luglio 2004

Sono arrivata alla seconda barretta di cioccolato. Non che oggi ne avessi un reale bisogno emotivo ma… ormai che l’ho comprato, ci tengo a definire la mia “hit del cioccolato”. Per ora, al primo posto, c’è il gusto gianduia con nocciole intere; scivola quindi alla seconda posizione il cioccolato-al-latte-con-riso-soffiato. Domani vedremo se il piazzamento del fondente-con-mandorle riuscirà a stravolgere la classifica. Nel frattempo, la temperatura atmosferica sta ulteriormente aumentando… mi sta tornando il senso di nausea… Forse dovrei sospendere la mia hit del cioccolato e riprenderla ad ottobre. Tutto sommato, potrei mettere la barretta fondente-con-mandorle in un luogo fresco(e al riparo dalla luce)fino all’autunno, e sottomettere la mia hit-parade alle necessità igienico sanitarie. Parliamoci chiaro: non vorrei finire al Creatore per un puntiglio classificatorio! In questo istante vedo le tende a pois della mia stanza scompigliarsi per la corrente d’aria. I fogli della scrivania stanno impazzendo, sembrano animati. Allora perché io non sento aria sulla mia pelle? Il cioccolato mi ha portato all’insensibilità epidermica? Non soffrirò mica di allucinazioni da caldo, come quelli che girovagano nel deserto…? Conoscevo un ragazzo decisamente benestante(l’aggettivo “ricco”, da quando Prada ha lanciato la moda del minimalismo, fa volgare…)che è andato a fare un viaggio in moto nel deserto, al seguito di un famoso scienziato catodico(che non è il dottor Gargiulo di Elisir!). Sua madre mi ha detto che era contenta di avercelo mandato, così anche lui poteva provare le difficoltà della vita! Già, ma quanti Euro gli sarà costata quest’avventura? Chiunque, per provare le difficoltà della vita, può aggregarsi ad uno scienziato televisivo? E, soprattutto, arrivato all’oasi, preda delle allucinazioni, il ragazzo benestante cosa avrà detto? “Una coca-cola, pago con Mastercard!”?

Postato da: custodedellenuvole a 19:12 | link | commenti (2) |

mercoledì, 21 luglio 2004

Ho un fortissimo senso di nausea… Fuori ci saranno 35 gradi, tutti d’afa, ed io ho avuto il coraggio di introdurre nel mio apparato digerente un’intera tavoletta di cioccolato al latte-con-riso-soffiato. A scriverlo sto ancora più male. Ho dato un’ occhiata a tutti i negozi attorno al supermercato, pur non essendo minimamente interessata agli articoli che vendevano. Avevo un’idea fissa in mente. Cioccolato. Cioccolato. Poi, d’istinto, mi sono avvicinata alle porte automatiche e sono entrata, avvolta dalla frescura dell’aria condizionata. Cioccolato. Non c’è stato bisogno di girare: i dolci sono il primo reparto che trovi all’entrata di quel supermercato. Avevo bisogno solo di un po’ di cioccolato, per far fronte ai postumi di un litigio familiare. Mi hanno ferita, offesa, fatta arrabbiare.Cioccolato. In macchina ho anche pianto, ma avevo gli occhiali scuri e nessuno l’ha visto. Ecco il cioccolato: ne prendo di tre tipi diversi, per poi fare una mia personale hit parade. Arrivata alla cassa, scopro che c’è una sola fila. Sbircio per vedere chi fa il conto… Merda! è il cassiere giovane ed aitante, non posso dargli come mia immagine, quella di una tizia che mangia cioccolato per riprendersi dalle delusioni del globo: ai suoi occhi sembrerei una zitella quasi patetica. In effetti, lo sono. Già! Ma perché rivelare proprio a lui la mia vera natura? Torno indietro a prendere dei biscotti, un litro di latte, un pacco di pasta… così, tanto per confondere le idee e non rendere palesi le mie vere intenzioni. Dentifricio e yogurt, giusto per dare l’idea di una ragazza sana… Arrivo alla cassa e, con non curanza, metto tutto sul nastro trasportatore(nel frattempo, essendo senza carrello, le braccia mi si sono allungate fino a terra!). L’aitante cassiere passa il codice a barre delle tre tavolette sulla lucina rossa. BIP. BIP. BIP. Sei giù di morale?”,mi chiede alludendo alla mia scorta di cioccolato. “Dici a me?- rispondo- Nooooo,devo fare un dolce!”. Ma quando mai, per un dolce, si sono presi 3 tipi di cioccolato differente, ripieni di nocciole, riso soffiato e mandorle?!? …Che figura da idiota!

Postato da: custodedellenuvole a 20:08 | link | commenti (5) |

lunedì, 19 luglio 2004

Ma dov'è finito il blog di "plumes"? Non lo trovo più, è sparito.

Postato da: custodedellenuvole a 11:37 | link | commenti |

sabato, 17 luglio 2004

Seduta sul bus, la mia attenzione è stata atratta da una ragazza che mi dava le spalle. Mi ha colpita perchè aveva una tracolla di cuoio molto lunga e lei non era un grancchè alta anzi, era proprio bassina e vagamente ridicola, con quella borsa enorme che le sbattacchiava sul ginocchio destro ad ogni sobbalzo del bus. Mi sono soffermata a radiografarne l'abbigliamento: i jenas accentuavano un sedere un po' troppo appesantito e il camicione ampio, che le cadeva fin oltre i fianchi, non faceva che ingoffare ancor più la sua figura. E che capelli ricci, riccissimi! Direi crespi ed arruffati, non come quelle belle testoline con i riccioli lucidi, definiti e con i "truccioli" che si muovono in mille direzioni diverse, uno indipendente dall'altro. Il mio sguardo è corso giù, percorrendo l'intera sua figura, per scorgere i piedi. Avviluppati in sandali dal discutibile gusto, due piedonzoli per nulla femminili. Mi sentivo una criticona, superficiale(e fortemente stronzetta)ma, d'altra parte, non riuscivo a bloccare il mio cervello, il mio sguardo indagatore, i miei pensieri cattivi e smodatamente critici ...Poi lei si è voltata di tre quarti ed ho visto il suo viso, allora ho capito il motivo della radiografia velenosa che le stavo facendo: era "lei" ed il mio subconscio mi stava guidando a trovare tutti i difetti possibili a quella stessa ragazza che, oltre un anno fa, si era messa insieme con il ragazzo che allora, da due anni, popolava i miei sogni. Ho guardato nuovamente i suoi piedi bitorzoluti. Poi i miei, esili e curati.Ho confrontato i suoi riccioli arruffati con i miei capelli lisci e lucidi. Ed ho provato un inspiegabile sollievo. Certe piccole cose, a volte, aiutano.

Postato da: custodedellenuvole a 13:18 | link | commenti (4) |

venerdì, 09 luglio 2004

Ottavia era figlia di una famiglia decisamente benestante e colta del novecento. Viveva in centro città sola con i suoi genitori, dopo che il fratello si era sposato. Lei, invece, non si è mai sposata ed ha continuato a vivere in quella stessa casa per tutta la vita, fino a che… appunto, la sua vita è terminata! Gli eredi, chi più chi meno riconoscente, hanno venduto la casa di Ottavia lasciando lì molti dei suoi oggetti personali, libri soprattutto, al compratore dell’appartamento. Stefano mi ha chiesto di andare con lui a vedere l’appartamento in centro che ha appena acquistato, così oggi mi sono ritrovata a spulciare tra le cose di Ottavia. Già all’ingresso di quella casa, mi sono accorta che mi trovavo di fronte una collezione non comune di libri. Volumi ovunque, a centinaia: classici della letteratura, testi teatrali, d’arte, prime edizioni anni 20… Mi mancava l’aria, l’ossigeno: ero commossa dal vedere quello splendore letterario. Libri in ingresso fino al soffitto, nelle stanze da letto dentro armadi riadattati a librerie; sul pavimento del soggiorno riviste perfettamente catalogate anno per anno. Nei corridoi. Quanto aveva letto Ottavia nella sua vita? Probabilmente molti di quei libri erano appartenuti ai suoi genitori: persone colte di fino ottocento. Ero affascinata, emozionata. Selezionavo libri, ma poi ne scoprivo di altri ancor più interessanti e ammonticchiavo, dividevo per anno, poi per autore. Attorno a me un turbinio di copertine e carta stampata. Ubriaca. Stefano deve avermi visto stravolta dalla mia passione per i libri perché mi ha chiesto, scherzando, se stavo bene ed io:”no, a vedere tutto questo bendiddio mi sta venendo la febbre!”. Ma chi era Ottavia? E se non si è mai sposata, allora chi è questo Aldo al quale molti libri paiono appartenere? Il suo amante? Ho trovato anche degli appunti della defunta, in bella calligrafia... Traccio nella mia mente un ritratto di augusta: nubile, amante della lettura e dell’ordine(i libri erano in ordine alfabetico e le riviste sistemate secondo i numeri crescenti), con una cognata definita, dalla vicina di casa, un’ “arraffona”. Mi ricorda tanto la vita di qualcuno…

Postato da: custodedellenuvole a 13:18 | link | commenti (2) |

domenica, 04 luglio 2004

E’ passata! Ieri ho spento con i miei amici l’ultimo focolaio di festeggiamenti da compleanno. Ora tutto si è chetato ed io sono sana e salva, ce l’ho fatta!

La giornata del mio compleanno si è aperta così come si apre ogni anno: la telefonata delle 7.00. Sono a letto e vengo svegliata dallo squillo del telefono. Appena sveglia non so nemmeno il mio nome ma di una cosa sono certa: è mia nonna. Resta solo da stabilire quale delle due nonne sia, dato che fanno sempre a gara per chi chiama prima. Come dire che fanno a gara per  essere(silentemente!)mandate a quel paese. Quest’anno, la gara è stata vinta da nonna A. che così si aggiudica il favoloso viaggio premio a quel paese. Mi alzo, metto la moka sul fuoco e ta.taann: la telefonata della seconda classificata, mia Nonna P., alla quale nascondo la sua reale posizione in classifica, per non mortificarla, e le strillo nell’orecchio(l’udito è la prima cosa che ci saluta, dopo gli 80…)i complimenti per essere stata la prima della giornata a farmi gli auguri. E poi via a ruota, chiamano tutti quelli che usufruiscono del telefono dal proprio ufficio… Ma sono circondata da scrocconi?!?  Ci sono pure gli sms, già… Ma questa storia degli sms mi arreca un certo danno economico… Se la gente mi fa gli auguri con un messaggino, non solo non mi ricarica il credito telefonico, ma devo pure spendere a mia volta un sms per ringraziare… Se devo “subire”gli auguri delle persone, almeno che siano remunerativi!! Oddio!, questo tipo di tariffe finiscono per trasformarti il cuore in una sim-card! Così, nel tardo pomeriggio, decido di non farmi sopraffare dalla tristezza ed esco: ho sempre creduto nell’ efficacia terapeutica dello shopping. Gira e rigira, comunque perseguitata da sporadici trilli, entro nella solita libreria e, proprio quando non avevo nemmeno più intenzione di chiedere <Il guerriero..>, la libraia mi viene incontro sorridente: -E’ arrivato!!-, ed estrae da sotto la cassa il libro. Merda! Questo si chiama shopping indotto e forzato. Lo compro, compilo un questionario e, sorpresa delle sorprese, la tizia mi regala un romanzo ed una penna di gusto adolescenziale che sembra una bacchetta magica, che si ispira ad una serie di cartoni animati troppo moderni perché io li conosca… Me la rigiro tra le dita. Ma le magie, le farà veramente? …No, che non le fa perché, se così fosse, al mio rientro a casa non avrei trovato ad attendermi la ragazza-di-mio-fratello, in assetto da <cena di famiglia>! Tuttavia, riesco a cavarmela egregiamente, anche questa volta, e a sopravvivere grazie al mio spirito di improvvisazione ed al corso di recitazione fatto al liceo. Il resto(l’uscita con gli amici) e tutto in discesa! Ed ora sono qui, sono viva… Ma, soprattutto, ho davanti a me ancora 363 giorni per escogitare il piano di fuga per il compleanno 2005.

Postato da: custodedellenuvole a 14:50 | link | commenti (2) |

giovedì, 01 luglio 2004

Ci siamo. Tra poco sarà il mio compleanno ed io non ho ancora un piano di fuga da questa città. Nè da questa casa. Mi sento in trappola: ogni anno, a tratti mi pare di non aver via di scampo da tutta questa gente che pretende che il giorno del compleanno sia il più bello, il più felice, il più allegro, il più! Ma chi l'ha detto che dev'essere così per forza? A me non piace il giorno in cui compio gli anni perchè mi dà l'esatta percezione del tempo che scorre senza che io possa fare nulla per fermarlo. Come sabbia tra le dita, che più stringi il pugno, più i granelli scivolano via...Ed assieme al tempo ed ai granelli, inevitabilmente, si perdono pure alcune persone che hanno attraversato la tua vita, senza rimanervi. I restanti 364 giorni dell'anno non sono male, ma quell'unica giornata... Invece, per far contento chi ho attorno, mi ritrovo ogni anno a dover recitare tutto il tempo che la girandola di sorrisi, auguri e telefonate mi renda felice o, perlomeno, non malinconica. Accidenti!, senza un valido piano d'evasione, domani non mi resta che l'ultimo rimedio possibile: l' ACP. Aspettare Che Passi.  

Postato da: custodedellenuvole a 20:51 | link | commenti (2) |