dietro le nuvole, il sole c'è sempre
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tempo tiranno, post velocissimo!
Oggi è partita la mia Guru di Roma. Il tempo di rimettere un po'in ordine e poi, domani, parto anche io per qualche giorno. Non so nemmeno quel che metterò in valigia: ormai sono nell'ottica dell'Autunno/Inverno perchè qui fa freddino. Caos.
Ci sono giorni in cui stare sola in casa quasi mi spaventa, per l’eco prodotto dalle mie elaborazioni mentali, ed altri, come questo, nei quali non vedo l’ora che questa casa si svuoti, per essere popolata solo dai miei pensieri. Sono venuti qui, per il fine settimana, mio fratello e la ragazza-di-mio-fratello. A sorpresa. Ed io, che solitamente adoro le sorprese, inizio a detestarle. Domani arriverà la mia “Guru da Roma” per qualche giorno e vuole propinarmi pure un’altra ragazza.Ciò che mi chiedo è: ma in questa casa, non ci sono le nominations? Per sopravvivere a questo ennesimo, truculento, pernicioso fine settimana non posso nemmeno mandare la coppia nel... tugurio? Di qui a lunedì, chissà se riuscirò a farmi bastare quel po' di Gin che ho in dispensa...
Arrivo in anticipo sul binario numero 3, apro il libro ed inizio a leggere, nell’attesa che arrivi il mio treno. Ufficialmente, perlomeno, leggo. Ufficiosamente, invece, mi guardo attorno osservando le persone ed ascolto pezzi di conversazioni altrui. In particolare, noto un tizio alto, con gli occhiali ed una valigetta ventiquattrore in mano. Lo noto perché mi sta guardando. Distolgo lo sguardo e chino la testa sul libro, con più convinzione. Una volta arrivato il treno, il tizio alto vi sale prima di me e si siede. Io prendo posto altrove, per disincentivare ogni suo possibile tentativo d’approccio. Alla stazione d’arrivo tutti noi passeggeri ci sistemiamo in fila dietro la porta del vagone per scendere uno ad uno. Orrore: il tizio alto è esattamente dietro di me nella fila. Lo so. Lo so. Dirà qualcosa per attaccare bottone, perché già si capisce che è alla ricerca di una battuta, un’occasione, una qualunque cosa da dirmi. Ma io sarò secca. Ostile alla conversazione, seppur garbata.La vocina metallica di Trenitalia ci ringrazia per aver viaggiato con loro e ci annuncia l’arrivo in stazione in perfetto orario. Ecco lo spunto che il tizio alto cercava:<Beh, non siamo proprio in orario!, ma in ritardo di 5 minuti>. Apprezzo il suo sforzo, ma io mi sono ripromessa di non dargli appigli. Secca-ostile-garbata. -Si vede che avevano solo questo di messaggio registrato!- , rispondo. Lui ride. Io pure. Credo di essere irrimediabilmente ironica e socievole, nonostante i miei(buoni? cattivi?)propositi della giornata ed il tizio alto ne abusa, coinvolgendomi in una conversazione assurda.
-Perché io ti ho vista anche altre volte in treno. Lo prendo sempre anche io! –
-Ne sei sicuro? Senza offesa, ma io in genere non prendo questo trano-, rispondo tentando di riallinearmi ai miei propositi anti-socievolezza.
-Sì! E ti dirò di più, quest’estate ti ho vista salire in treno ed indossavi dei pantaloni verdi ed una maglia gialla-, continua lui.
Dovrei preoccuparmi? E’ un maniaco o semplicemente fuma pesante? Questo, veramente, aspetta di conoscermi da mesi? Aspetta un attimo…Io non ho maglie gialle!-Temo tu mi stia confondendo con qualcun'altra…- Affermo decisa.
-No, ne sono certo! Ti dico che eri tu e leggevi anche un libro che si intitolava “Utopia”-. Cocciuto.
-Con tutto il rispetto per Thomas More, non ho mai letto né avuto <Utopia>! Devo semplicemente avere una faccia comune e mi hai confusa-, Sorrido, faccio spallucce. Non sta facendo una gran figura, ora batterà sicuramente in ritirata. Macchè!, il tizio alto ormai è lanciato: mi chiede di me, che faccio, che studio, dove vivo. Ed io rispondo secca-ostile-garbata. Non cedo. Lui si gioca la carta dei successi professionali e mi sciorina la Laurea in Economia(con tanto di annata), il posto dirigenziale-a-tempo-indeterminato; mi illustra dov’è il suo ufficio, di cosa si occupa esattamente ed intanto mi sta accompagnando all’autobus.Bla bla bla. Un pensiero fisso mi trapana il cervello: Devo sbarazzarmene immediatamente, costi quello che costi.
Costo dell'operazione <sbarazzati del tizio alto>: 0,80 cent. -Scusa, ci dobbiamo salutare qui... Ho bisogno dei biglietti per l' autobus!- Sorrido, indico il tabaccaio. Faccio <ciao> con la manina e mi avvio. Secca-ostile-ma garbata
Esco di casa, nel pomeriggio, e mi sento piuttosto in forma. Interiormente, intendo. Non ne so il motivo, ma è così e basta. Passo dal tabaccaio e ricarico il cellulare. Poi compro un nuovo spazzolino da denti e delle calze nuove. Colorate, frivole, allegre. La commessa mi propone anche dei gambaletti ma io detesto i gambaletti, e glielo dico apertamente. Le nascondo, invece, il motivo per il quale, i gambaletti, non li voglio nemmeno vedere nel mio cassetto. E’ che sono così terribilmente… anti-erotici! Non che, in questo periodo, io abbia chissà che “affari sentimentali”da gestire…Però quando esci e ti sei sistemata così bene che, insomma, fai la “tua bella figura” e senti che, volendo, potresti essere protagonista, sapere che sotto gli abiti nascondi un’orribile gambaletto, ti smonta. Ti butta giù psicologicamente, impedendo quello stato mentale necessario per condurre l’uscita in maniera convincente.
Letteralmente:
il gambaletto annienta ogni seppur minima predisposizione agli atteggiamenti promiscui
Matematicamente:
il gambaletto sta al piede di una donna come il calzino corto/bianco sta al piede di un uomo.
Clinicamente:
è da ictus
Giuridicamente:
da ergastolo
Ho aperto la finestra e l’aria, di colpo, si è fatta ghiacciata. Ieri in maniche corte ed oggi, a momenti, serve il cappotto… Detesto il freddo quando non sono equipaggiata per affrontarlo ed ho ancora i vestiti estivi, in circolazione. Così, do inizio alle operazioni: prendo la scala, mi ci arrampico ed afferro il piumino nella parte alta dell’armadio. Lo stendo fuori in modo che prenda aria e le piume si “ringalluzziscano”, riprendendo il loro naturale volume globale. Stanotte dormirò avvolta dalle piume leggere. Cerco i pigiami invernali, le maglie di lana, le ciabatte furbette. Ripongo il cotone, il lino, gli abitini svolazzanti dell’estate, la canotta rossa che indossavo l’ultima sera che sono uscita con M. Mi fermo. La guardo. La annuso. Se non l’avessi pagata fior di Euro la butterei, solo per non vederla più. Ma basterà aspettare che mi passi il pensiero di M. Prima o poi passerà, allora quella canotta tornerà ad essere una normale maglia ed io la reindosserò, senza più pensare a lui ed alla sua cialtroneria. Nel frattempo la ripongo in fondo ad un cassetto che non apro mai. Per sicurezza la sistemo sotto una pila di altre maglie. Ecco fatto!
Ma non basta: ormai la mente è già partita, con la fantasia, per uno dei loro viaggi.
Siamo alla metà di ottobre. Non posso fare a meno di pensare che tra due mesi M. rientrerà in Italia. Qui vicino. Come vorrei mi cercasse, anche solo per bere un caffè insieme. Fare due chiacchere. Anche quattro! E, questa volta, sarebbe diverso, perché farebbe freddo ed io non potrei nemmeno indossare quella canotta rossa ma un maglione pesante. Magari uno che mi sia costato poco, così poi potrei buttarlo via, senza rimpianti. E non pensarci più.Ieri è passato di qui un amico e, tra caffè e biscotti, abbiamo elaborato una nostra personale teoria circa i nostri rapporti con la ragazza/ragazzo dei nostri rispettivi fratello/sorella. Chiaramente, tutto ciò, dopo una buona mezz'ora di sputtanamenti vari. Comunque, sarà perchè io ed il mio amico siamo dello stesso segno zodiacale ma... ci siamo trovati assolutamente in sintonia sull'argomento, riuscendo ad elaborare alcuni fondamentali concetti che, ovviamente, non posso esimermi dall' elencare(se non faccio almeno un'elenco alla settimana vado in crisi d'astinenza...):
1. Nessun partner è mai "troppo" per il nostro consanguineo;
2. Non ci va mai molto a genio qualsiasi attuale partner del nostro consanguineo;
3. L'ex, una volta divenuto tale, ai nostri occhi diventa sempre migliore dell'attuale patner.Addirittura un santo. A volte amico.
4. Siccome al peggio non c'è mai fine, l'attuale partner è, pur con tutti i difetti, sempre meglio di chi verrà dopo di lui/lei.
Assoluto accordo su tutta la linea, insomma. D'altra parte, cosa mi potevo aspettare, se non un po' di conforto, da un ragazzo che, per far contenta la sorella, chiama il suo cane<Billo>, come uno dei Carramba-boys?!
Vado con mio fratello(e l'onnipresente suo accessorio...)a trovare NonnaZ, ricoverata in ospedale per delle analisi.NonnaZ è gasatissima per la visita dei suoi due nipoti(dell'accessorio, invece, non gliene importa...!)ed inizia a vessare le sue due compagne di stanza. -Ha visto i miei nipoti? Sono nonna da trent'anni, io!Però lei è più giovane, eh!- e mi indica sorridendo. -Che miss!, la incalza la vicina di letto con un cerotto sulla testa Perchè non vai in tv?-. Pur non capendo quale delle due vecchiette sia più rintronata, rispondo -Perchè credo mi manchi più di qualcosa per essere una miss!-. Ma NonnaZ non si arrende-Ma va là,se ero io, ero già andata a miss Italia, è che tu non vuoi lanciarti!- E via, le due vecchine si mettono a discutere sul mio futuro televiso, mentre io provo a chiarire loro, a più riprese, il concetto che se si infilassero bene gli occhiali, vedrebbero che non c'è molto da far sfilare, sulla mia superficie corporea e, soprattutto, che la mia superficie corporea si estende per meno di 1,64cm. Pochino. Ma le due vecchiette sono ormai lanciate nella loro discussione, neanche si stessero contendendo un atrso nascente della discografia italiana. Mi arrendo, e vado a chiaccherare con mio zio. Più tardi NonnaZ, abbandona le vesti del mio manager, per indossare quello dello sponsor ufficiale di mio fratello(e accessorio). -Quello è mio nipote, con la sua ragazza: sono due medici, sa?Tuona nell'orecchio dell'altra sua vicina, con problemi gastrici.Ora le faccio avere un consulto anche per lei, signora, non si preoccupi!- Così, NonnaZ, costringe mio fratello a sorbirsi la storia clinica della vicina di letto-con-problemi-gastrici.
Non avevo mai visto NonnaZ così gasata. Gasatissima. Non so cosa diano da mangiare ai propri pazienti in quell' ospedale ma, uscendo, mi sono sentita in dovere di suggerire a NonnaZ, di non mangiare nulla che le sembri ricoperto di polvere bianca perchè, forse, non tutta la polvere bianca che servono lì, è zucchero a velo...
Mi sono alzata e già mi sentivo correre un brivido di vita lungo la spina dorsale. Erano giorni che non percepivo la mia capacità di risorgere dai disastri. Non ho nemmeno avuto bisogno di ricacciare le pigrizia, perché non ce n’era neppure! Ho fatto colazione, ho cambiato le lenzuola, avviato la lavatrice, tirato fuori la carne dal freezer. Poi mi sono preparata(In ottemperanza al punto 4)e sono uscita con due amiche. Dopo solo mezz’ora di tour de shop, avevo già esaurito le batterie. Mi sono sentita stanca. Meglio, stufa ed annoiata, come se non avessi più nulla da dire né da ascoltare. Forse il punto non sta nell’elenco compilato per il cambiamento di immagine ma nella necessità di un cambiamento più profondo e radicale. Non so ancora come, né in quale direzione, ma sento vitale bisogno di rivoluzionare la mia esistenza e darle un’impronta significativa. Rinnovamento.
Sono andata a bere un caffè con Effe(stavolta orbato della sua squinzia)ed un paio di amici. Vari discorsi, presi e lasciati che, se collezionati, fanno tristezza modello: poteva-essere-e-non-è-stato. Ma perché una persona si sente quasi in dovere di stare con un’altra persona, anche se non l’ama più, semplicemente perché ormai è così e basta? Chi ti obbliga a dividere la tua vita con una persona, accontentandoti di sentimenti sbiaditi che, a volte, “grigi”lo sempre stati? Questa maledetta paura di restare soli… Perché? Voglio dire: è chiaro che a tutti piacerebbe stare insieme a qualcun altro e bla bla bla, ma io mi sentirei morire dentro ogni giorno di più se, tornando a casa, trovassi un ragazzo che non è chi desidero veramente. La cosa che più mi lascia perplessa, è la grande diffusione di questo fenomeno. A questo punto, non posso resistere alla tentazione di compilare uno dei miei elenchi!
Elenco frasi pronunciate da persone che non perseguono lo stile"meglio soli che mal accompagnati" n.b.:sentite con le mie orecchie!:
1. "al punto in cui sono con Tizia, non posso più tirarmi indietro". Ed il diritto di recesso, vale solo per le televendite di Mastrota?
2. "Per timidezza mi sono sfuggite tante occasioni e adesso sto con Tizia. Ma magari avrei potuto essere con un'altra più...boh... Insomma, ormai sto con Tizia, è inutile...!". Pusillanime, abbi almeno il coraggio di sostituire"altra" col mio nome, che sappiamo entrambi bene, di cosa stiamo parlando!
3. "sbagli a cercare il tuo principe. Ma cosa credi? tutti su questa terra si accontentano!". Evidentemente pure la tua ragazza si è accontentata di una testa di legno come te.
4. "se anche lasciassi Tizio, non ne troverei mai un altro, alla mia età". La famosa teoria dell' <avanzo di magazzino>.
5. "Cosa ne pensi di Tizia? Non ne sono molto convinto...". "Non mi pare proprio il caso di chiederlo a me!". "Perchè?". "Perchè per lei, hai lasciato sola me". "Ah. Allora chiederò consiglio a mio fratello".Età del mio interlocutore: 30 anni, e non serve dire altro.
Dopo aver dedicato parte dei mesi estivi appena trascorsi, alla sincronizzazione della mia immagine, ho deciso che la Custodedellenuvole autunno/inverno deve cambiar rotta in fatto di look e diventare lievemente più “sofisticata”, in vista dell’ultimo scorcio di 2004 che resta. Via, dunque, quell’aria a volte eccessiva da ragazza della porta accanto, in jeans e scarpe da ginnastica che, si sarà capito, non mi appartiene poi molto…! Inizierò, anche in questo caso, con un
Elenco operazioni necessarie per "sofisticarsi":
1. Impegnarsi nell’abolizione delle parole volgari dal mio dizionario, prima tra tutte l’ intercalare, esplicito indicatore delle situazioni d’ansia, <merda!> e l’inflazionata <stronza/o>, usata/o nei confronti di certe/i… stronze/i, appunto.
2. Acquisto di scarpe con tacco alto che hanno la duplice funzione di: aiutare nel portamento, rendendolo più femminile e di tirarmi sù il morale, quando il mio amor proprio è pari a quello di un acaro.
3. Terminare di leggere i tre libri che ho iniziato in diversi momenti dell’anno e che ora giacciono, inconclusi, accanto a Bob. Perché a volte, aver letto il libro giusto al momento giusto…
4. Mai, e dico mai, lasciare che la pigrizia vinca sulla cura della mia superficie corporea con il pericolosissimo alibi:<Conta solo l’interiorità>. No, conta soprattutto, ma non solo.
5. Cercare di capire il motivo che mi porta a compilare continuamente elenchi.