dietro le nuvole, il sole c'è sempre
oggi
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
visitato *loading* volte
Merda! Un'ora fa ho accidentalmente colpito la porta con il piede destro. Di punta e nudo. Ora sento tutto il sangue che mi pulsa dentro la ciabatta: non ho nemmeno il coraggio di guardare il mio povero ditino del piede... Comunque, non posso che fingere di stare bene, anche se la ciabatta mi sta per esplodere dalla pressione sanguigna, perchè non posso permettermi di stare a casa, oggi: nel pomeriggio, ho appuntamento con la Commessa Occhialuta, che mi ha promesso una serie di interessanti scoop sul mondo del commercio... Non avete idea di quante storie si intreccino tra le commesse dei negozi ed i baristi del centro: intrighi, amori, gelosie, inganni. Puro gossip da blog!
Fortuna che le mie ciabatte sono rosse: così il sangue non si vedrà!
dieci minuti per scrivere un post che ignoro ancora quale contenuto avrà. E poi c'è da impostare il pranzo per mamma e papà che rientrano e si aspettano la tavola imbandita di ognibendidio domenicale. Già. E allora, perchè acvolo hannolasciato me in cucina? io che c'ho uno stomachino piccolo piccolo che con un toast ci vivo 3 giorni?
La domenica, comunque, inizia nel migliore dei modi. Voglio dire, i presupposti ci sono tutti.
Se solo nevicasse, sarebbe tutto bellissimo oggi. Così poetico ed ovattato. Neanche un fiocchetto di neve: questo inverno è stato avido di poesia metereologica.
Mi è arrivato un sms da un numero sconosciuto. Conteneva dei complimenti e dei baci. Ma la firma con il nome di un ragazzo a me sconosciuto e l' abbondare di caratteri come X, K , +... mi hanno chiaramene fatto intendere che si fosse trattato di un errore. Il messaggio non era indirizzato a me, in realtà. Probabilmente era di un adolescente che tentava un approccio con un'altra adolescente. Ho pensato:-Povero ragazzo! Nessuno gli risponderà e lui penserà di essere stato rifiutato dalla sua "tipa"(come ha scritto lui stesso). E magari la"tipa"passerà tutto il pomeriggio a casa a piangere, pensando di non interessare all' adolescente, mittente del messaggio mai arrivatole.-
Sarebbe un inutile dolore.
"Temo tu abbia inviato l' sms al numero sbagliato. Non conosco alcun XXXXXXX e non posso essere io il destinatario corretto, te lo assicuro!"
Al costo di 15 cent, spero di aver fatto felici due adolescenti innamorati.
E poi, a nessuno che mi conoscesse e volesse uscire con me, verrebbe mai in mente di darmi della "tipa"!
Forse se a feste e rinfreschi bevessi un po' meno gin lemon, riuscirei a ricordarmi esattamente delle persone che incontro, i loro nomi, le cose che ci diciamo. E cose così!
Insomma, diventa anche imbarazzante quando sei ad una cerimonia funebre(un anziano vicino di casa)non riuscire a focalizzare esattamente dove e come hai conosciuto quel ragazzo alto, vestito di scuro che ti saluta dall'altro lato della chiesa. Ricambio il saluto, perchè sono certa che ci siamo già conosciuti da qualche parte, anche se stavolta è vestito con quell'abito nero ed elegante che lo rende diverso dall'immagine di lui che ho fissata nella mente. Infatti, ho in mente l'immagine di lui e di me che chiaccheriamo vicino al tavolo del buffet, luci colorate e musica assordante. Che festa era? Una laurea di qualcuno, forse? Mh... Chi è quel ragazzo? Proprio non mi sovviene: come quando vedi in tv un attore e tu chiedi: -Dove l'ho già visto? Cos'ha già interpretato?-. Chissà in che rapporti era col defunto. Nel dubbio, intanto faccio un cenno di saluto.
Mio padre, seduto di fianco a me nel banco nota lo scambio di saluti, si china verso il mio orecchio e mi chiede: -Com'è che conosci il tizio delle Onoranzefunebri?-.
Sorprendi una lacrima traditrice che cerca di scivolarti giù a tradimento. La blocchi. Fai a te stessa le smorfie più buffe che conosci.
-No, - le ordini, infine -Tu non scenderai! Non interromperai il record di imbattibilità di "asciuttezza" delle mie palpebre!-.
E se tutto questo non basta a risollevarti il morale e tener salvo il record, allora telefoni all' Amica Tuttaricci e la implori: -Per favore, mi faresti l'imitazione di Lapo Elkann, che mi fa tanto ridere?-.
Funziona sempre.
L'Amico Americano mi chiama il giorno dopo la nostra conversazione. Si scusa(sembra sinceramente addolorato)per aver preso quell' indelicata iniziativa telefonica. Lo rassicuro, non è accaduto nulla, in fondo, anzi, a mia volta mi scuso per essere stata con lui gentile come uno scrub fatto con la carta vetrata. Una telefonata Oltreoceano solo per chiedere scusa per una frase detta con ingenuità: cavolo, così mi fa sentire quasi importante!
I miei amici: senza di loro sarei perduta, irrimediabilmente sola. E non mi capacito di quanto tenero affetto, alcuni di loro, abbiano verso di me.
Più che altro, mi chiedo cosa avrò mai fatto per meritare tanta fortuna.
Comunque, dopo averci rimuginato qualche oretta, già non pensavo più all'accaduto. Che volete che sia? Fagogitando, uno dopo l'atro, 12 cioccolatini alle noci... Insomma, poi ti viene altro cui pensare!
Chiamo l' Amica Americana ma al telefono risponde il suo ragazzo: lei non c'è, è dovuta correrre in laboratorio per risolvere un piccolo problema e lui è rimasto a casa a studiare. Ha appena finito di pranzare, è ancora a tavola con M. Merda! Possibile che M. sia sempre lì, a casa dell'Amica ed Amico Americani, quando telefono? Ma una casetta tutta sua, non ce l'ha? O, forse, è così piena del suo Ego che per lui non c'è più posto? Sento la voce di M., profonda e con l'accento tanto simile al mio: commenta a voce alta le cose che ci diciamo L'Amico Americano ed io. Sembra quasi che voglia rimarcare la sua presenza ma non dice all'Amico Americano di salutarmi. Eppure è stato qui dai suoi genitori a Natale e non ha fatto nulla per rintracciarmi. Come se io non fossi mai esistita. Così, quando l' Amico Americano mi dice: -Ti passo M.!-, io assecondo la scelta di non-esistenza di M. e mi sorprendo a pronunciare nell'orecchio dell'Amico Americano un secco NO! E penso che se M., in tutti questi mesi, avesse voluto cercarmi, lo avrebbe tranquillamente potuto fare, anche solo per tenere un contatto, senza alcun altro scopo. Che non voglio pensi di essere preso in inganno da me e dall'Amico Americano per sentirlo al telefono a tradimento, contro la sua volontà. Che non voglio possa nuovamente parlare di me come una delle sue conquiste "che si fa idee strane".
L'Amico Americano è in imbarazzo. Voleva solo essere gentile?Forse pensava che sarei stata contenta se mi avesse passato M. Ingenuamente. O magari non è stata una sua iniziativa... Oddio! che ho fatto? Calma. Calma. In tal caso, comunque, M. non deve pensare che sto lì ad elemosimare attenzioni telefoniche. Sa perfettamente dove trovarmi.
Porto la conversazione su viaggi sudamericani, foto, gossip italiano, stramberie.
Poi, a telefonata conclusa, rimango al mio solito a rimuginare, distesa a pancia in sù sul lettone dei miei. Non so che pensare. Era M. a voler parlare con me, o solo un gesto goffo dell'Amico Americano che, spudoratamente, ha sempre tifato per me? Avranno parlato di me? Ma gli uomini, parlano mai di donne e complicanze affettive come facciamo noi dell'altra metà del cielo che parliamo fitto-fitto delle nostre evoluzioni sentimentali, analizzando punto per punto, parola per parola?
Non si può andare a cena dalla famiglia del fidanzato di tua figlia e dire, alla sorella del suddetto pseudo-fidanzato: "Custode, e tu? Quando ci vieni a trovare, così rimediamo un fidanzato anche per te?".
Più ci ripenso, più non mi capacito come io sia sopravvissuta alla serata tuttiinsiemeinfamiglia di ieri sera.
Ora capisco da chi, la ragazza-di-mio-fratello, ha preso la sua "accentuata sensibilità"! E' tutta... papà!
E' inutile girarci attorno: la chiusura di Siren, mi intristisce.
Torna.
Proprio ora che avevamo entrambe acquistato gli agognati stivali-da-gran-donna...
Torna.
Un giorno di primavera, lo ricordo benissimo, Custode-piccolo-cesso sente una frase rivolta alla sua cesso-persona. La capo-soubrettina mi dice:-Sai...-e, per favore, immaginate un tono lagnoso da stronza col botto -...sembra che a te secchi essere bella!-. Con aria caritatevole, davanti a tutte le altre soubrettine.
Mi sento esplodere.Scatto d'orgoglio.Telodimostroio.
La sostanza è che, senza che io facessi nulla di che, un paio d' anni dopo l'esame di maturità, mi ritrovo ad una festa di laurea, avviticchiata ad un ragazzo che frequentava il mio stesso liceo e che ho sempre trovato molto carino. Siamo lì, abbracciati su una poltroncina di vimini, sotto il cielo di maggio a ...chiaccherare. In realtà, di lui(e la ragazza!), già sapete qualcosa da qualche post precedente. Comunque, andando nel dettaglio della nostra conversazione, finiamo a parlare delle soubrettine che popolavano la mia classe. Poi, ridendo, lui mi racconta di quella soubrettina della mia classe che, una volta in gita, ci prova con lui. E lui rifiuta la proposta. Non mi capacito: lui ha rifiutato una soubrettina, la più carina ed ora sta avviticchiato a me, Custode-piccolo-cesso? Okay, so perfettamente che, sebbene in crisi, cercherà di sistemare le cose con la sua attuale ragazza. Lo so, però ora è seduto con me e gli piaccio. C'è una ragazza nella sua vita, ma ci sono pure io, anche se solo per questa sera. Per Custode è un po' pochino, certo, ma a quella Custode-piccolo-cesso del liceo, questo basta. Gli piace stare seduto con me, mentre ha rifiutato di intrescarsi con la soubrettina avviluppante. E non una qualunque: la capo-soubrettina che quel giorno mi ha detto "Sai, sembra che a te..."! Tutto ciò, unito al decadimento fisico di un paio di altre(ex)soubrettine... Insomma, in tempi magri come questi, aiuta a tirare avanti col sorriso.
Come si dice? LE DONNE BRUTTINE NON POSSONO CHE MIGLIORARE COL TEMPO, QUELLE BELLE, INVECE, INVECCHIANO E BASTA!?!
Alle superiori, sebbene frequentassi un liceo scientifico, scuola tendenzialmente a maggioranza maschile, capitai in una classe con 14 ragazze e soli 7 ragazzi. Praticamente, due donne per ogni uomo(ma tengo a precisare che dei 7 maschietti solo 2 erano apprezzabili ed apprezzati esteticamente). Ora, il ruolo preponderante che l'avvenenza fisica ha nell'età adolescenziale, nella mia classe raggiungeva livelli di autentica esasperazione.
Mi spiego.
Di queste 14 ragazze, c'era un piccolo gruppo che frequentava la scuola allo scopo di trarne giovamento culturale ed un restante, folto, gruppo, che veniva ogni giorno in classe al solo scopo di esibirsi in veri e propri defilè* che, in tempi in cui in tv furoreggiavano le ragazze di nonèlarai, si traducevano in minigonne inguinali, micro-abitini stretchissimi*, toppini fluorescenti e microscopici, calze a rete e cose così. Docenti sconvolti, restanti alunni della scuola divisi tra lo sconcerto, lo scherno, l'invidia e ...le tempeste ormonali, già di per sè accentuate dall' età puberale.
La nostra Custode, come vi sarete immaginati, apparteneva al piccolo gruppo delle aspiranti cultural girl(peraltro i miei post sulle mostre d'arte dimostrano ampiamente che le mie aspirazioni siano rimaste del tutto inattuate!). Per intenderci, non mi passava nemmeno per l'anticamera del cervello di alzarmi alle 6.30 del mattino(cosa che facevano le soubrettine della mia classe)per truccarmi ed avvilupparmi in questi abitini più adatti ad una discoteca che alla caverna di Platone. Mi catapultavo a scuola, dormendo fino a mezz'ora prima, indossando jeans,scarponcini e maglioni enormi. Al massimo, credo di essere arrivata ad indossare dei fuseau*. Il che, in una società come la nostra che, più che dei computer, è la società dell'immagine, mi portò ben presto, nonostante le soubrettine(ed i 7 ometti) mi considerassero simpatica/buona/e quant'altro, all' epulsione dal "circolo privilegiato". Anzi, temo di non esserci mai entrata... La sostanza di questi gruppi di teenagers è che se non "acchiappi", fai fare brutta figura, non aiuti chi ti porta in giro ad esibirsi ed attirare l'attenzione. Quindi sei out.
Custode out? Non sia mai detto!
(continua...)
Diciamocelo! Nel "sentire sociale", se un ragazzo è bello, deve un po' farselo perdonare e dimostrare di essere simpatico, con un po' più di fatica rispetto ad un ragazzo, ugualmente simpatico, ma meno carino. In altri termini, un ragazzo con un bel faccino, seppur simpatico, socievole, gentile, alla mano... e quant'altro, agli occhi del resto del mondo(femminile!), paga un po' lo scotto di avere un aspetto gradevole. Di qui, ecco il diffondersi nell'aria, inalata ed espirata da apparati respiratori totalmente al femminile, di frasi tipo -Mi piacciono i ragazzi carini ma che non sanno di esserlo!-. Come dire che non hanno specchi in casa? O soffrono di una sottostima che sfocia nel patologico? O fingono, forse, di sentirsi bruttini per rimorchiarti? Insomma, se un ragazzo è carino, non può non sapere di avere un bel faccino ed un discreto successo tra il pubblico femminile... Potresti risolvere il problema facendoti piacere qualcuno non-bello. Oppure -Tizio è carino, lo sa e se la tira- Cielo! Avrà pure occhi per guardarsi e guardare le teste delle ragazze che si girano a guardarlo,no? Che se la tiri o meno, non dipende dal fatto che sappia di avere uno stuolo di aspiranti fidanzate, pronte a cadergli tra le braccia non appena lui faccia un cenno, ma dalla sua sensibilità ed educazione. Se uno è stronzo, è stronzo, indipendentemente dal suo aspetto fisico!
Già. Mi piacerebbe proprio sapere perchè taluni cervelli femminili emettono simili idee e poi, quando presenti loro un ragazzo non bello ma simpatico, sensibile, privo di superbia e cose così, ti dicono cose come-Ma chi è quello sfigato che mi hai presentato?-, -Per carità, è contrognitentazione!-, -Diciamo che è... un tipo!-. In buona sostanza, se ti scegli un ragazzo carino, devi sopportare anche il cosidetto "rischio d'impresa", cioè il fatto che lui sappia esattamente di essere carino, con ciò che potrebbe(condizionale è d'obbligo), seguirne...! Ma il ragionamento è carino-lo sa-quindi se la tira-ed è antipatico, fatto nonappena si è visto un ragazzo... non so... mi pare faccia qualche grinza!
Potrebbe non essere.
Ho analizzato a lungo il mio calo d'interesse e la mancanza di ispirazione da post dei giorni scorsi.
Risultati:
Soluzioni adottate:
E' da un po' che non posto. Ho trascorso questi ultimi giorni a girovagare per le strade, leggere, ascoltare ed ascoltarmi. Avevo bisogno di trovare materiale nuovo per il blog ma soprattutto per me stessa. La mia ricerca non ha, per ora, dato frutto alcuno.
Mi fermo un attimo per riflettere e colmare il senso di vuoto con qualcosa che non sia il cioccolato. Mi assento, poi torno.
Guardo un programma tv. Credo di poterlo definire una sorta di reportage sulla crisi del mercato ortofrutticolo in Sicila. In particolare, si fa il confronto tra le disastrate condizioni economiche degli imprenditori agricoli siciliani ed il mercato di beni di lusso a Milano. La mia mente subisce le immagini e le parole prodotte dal tubo catodico: alcune le recepisce all' istante, elaborandole, altre vengono accantonate nell' archivio polveroso tra i neuroni.
bla bla bla bla bla bla
Il tubo catodico mi conduce, dal mercato ortofrutticolo di Vittoria, ad un bar esclusivo, nel centro di Milano. Il barista illustra i costosi caffè in vendita nel locale.
-Questo caffè viene 4Euro alla tazzina!-. Dice.
-Come mai così caro?-, chiede l'intervistatore.
-I suoi chicchi vengono mangiati da dei procioni ed i chicchi sono recuperati, chicco a chicco, dalle deiezioni di questi animali. E’ ricercatissimo, ce n'è poco. Di qui, il prezzo elevato. Potrebbe arrivare anche a 700euro al chilo!-, spiega il barista.
-E lei lo ha mai assaggiato questo caffè? Com'è?-, domanda il giornalista.
-Ci mancherebbe!-dice il barista allargando le braccia sorridente, e prosegue -E'...è...cioccolatoso!-.
Registro mentalmente ma non elaboro. Archivio l'informazione.
La sera dopo(ieri), lo spezzone in questione appare su Blob. Riesumo l'informazione della sera precedente dall'archivio e realizzo di cosa esattamente si tratti... Oh Cielo!(scrivere<merda!>, in questo caso sarebbe di cattivo gusto...): il caffè costa 4 Euro la tazzina ed è... è... è...estratto dalle feci dei procioni!
No, no, no, no, così scritto non rende bene l'idea.
Proviamo così.
Qualcuno si prende la briga di frugare tra la cacca dei procioni alla ricerca di questi chicchi, poi li vende e... qualcun altro li beve(e li paga un botto!). 4 Euro per un caffè estratto da feci?!? E poi mi sento dire dal venditore che questo caffè "è...cioccolatoso"?!?
Non credo riuscirò mai più a bere un caffè che vada oltre i 95 cent, senza sentirmi male!