nuvole di passaggio

dietro le nuvole, il sole c'è sempre

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martedì, 21 giugno 2005

Il guaio di certe ragazze è che, con lo stare tanti anni fidanzate simil-sposate, si sono abituate ad avere un uomo accanto che, perlomeno, svolga per loro quei compiti che, nell’immaginario collettivo, sono prerogativa maschile, con buona pace della rivoluzione femminista e quant’altro. Accade poi, ahimè!, che si rimanga sole, dopo anni di fidanzamento e ci si ritrovi a dover far fronte anche a quelle piccole incombenze cui prima pensava il partner.E’ il caso dell’ Amica Bancaria. Dopo anni nei quali Lui si occupava di certe faccende pratiche, lei ora si ritrova ad imparare a fare cose per lei nuove, ed io e l’ Amica Medichessa catapultate nel ruolo di trainer di vita pratica da single. Dopo aver insegnato all’ Amica Bancaria a fare benzina al self service, domenica scorsa mi sono quindi ritrovata in spiaggia a tenere il seminario  La piantumazione dell'ombrellone, nel terzo millennio. Un successone anche agli occhi dei vicini d'ombrellone.

Postato da: custodedellenuvole a 21:42 | link | commenti (2) |

mercoledì, 15 giugno 2005

Non riesco a venire venerdì sera alla grigliata. fatti sentire quando vieni di nuovo ad Altrove. Buona giornata!

Buona giornata? Buona giornata? Buona giornata de' che? Ti invito alla grigliata della mia Amica Esattrice e tu non vieni... Però mi chiedi di farmi sentire... Boh! Almeno rilancia con un controinvito per il fine settimana. Invece così, ancora una volta, devo essere io a raggiungerti, chiamarti, cercarti ad Altrove.

Tutto io. Tutto io. Tutto io, devo fare? O è un modo alternativo per mandarmi a quel paese?

Postato da: custodedellenuvole a 13:50 | link | commenti (5) |

giovedì, 09 giugno 2005

 Due ore. Ti decidi a dirmi una cosa irresitibilmente tenera? Beh,  questo punto ci baciamo come nei film, o no? Vuoi dirmi che sei pazzo di me, per favore? E' due ore che ci guardiamo con le pupille dilatate che sembra ci siamo tirati una pista di coca, ti smuovi? Fai qualcosa per scavalcare questo cazzo di muro che c'è tra noi? La finisci di dire cagate e di chiedermi cose tipo QUAL'è IL TUO PIATTO PREFERITO? Melanzane, va' bene? Melanzane alla parmigiana, ma adesso mi prendi la mano o devo chiedertelo? Sì, è stato bello quando ti sei avvicinato ed io ero sul gradino e ci guardavamo dritto dritto nei nostri 4 occhi verdi, ma la mossa successiva è farmi assaggiare il tuo sapore. Sì, in effetti sono stata un genio a farmi trovare nel posto giusto al momento giusto(tutto calcolato, è una settimana che prendo informazioni sui tuoi spostamenti!) e non merito un piccolissimo premio per la mia strategia? Sì, è piaciuto anche a me quando cercavamo a terra la vite dei tuoi occhiali e tu hai preso il mio ginocchio tra le tue mani e poi mi hai sorriso imbarazzato. E quando ho raccolto con il mio dito indice una goccia d'acqua che, dal bicchiere, ti era caduto sul dorso della mano e ci siamo messi a ridere. E quando mi spiegavi degli altoforni, della ghisa, della miscela di rivestimento. Sì, bellissimo pure sentirti parlare dei danni provocati dal vapore acqueo. Bello, bello davvero perchè ero con te e mi bastava.

Mi bastava per la prima mezz'ora, però! Poi ho cominciato a chiedermi se ti saresti mai svegliato e ti saresti deciso a lanciarmi un input. Un input che fosse uno. Non puoi pretendere che faccia tutto io, devi aiutarmi. Effe, qualcosa devi farla anche tu, c'abbiamo un'età ormai!

Postato da: custodedellenuvole a 12:38 | link | commenti (3) |

domenica, 05 giugno 2005

E' in giornate ventose come queste che torna quel dolore all'orecchio, a ricordarti della cicatrice ricamata sul timpano. Allora provi a sfuggire al vento, stando al riparo, ma ormai il dolore è partito e sai che non passerà finchè fuori non migliorerà il tempo.

Mi è sempre piaciuto sentir raccontare le storie nascoste dientro le piccole ciccatrici, quei piccoli segni che ciascuno possiede ma dei quali, raramente si parla. Il mio primo vero ragazzo ne aveva una sul fianco. Era un ultras e mi piaceva immaginare come si fosse procurato quel taglio... Sei stato accoltellato durante una rissa allo stadio? Gli ho chiesto una volta. Appendicite, rispose lui, smontando la mia storia fascinosa, che lo vedeva intrepido salvatore di una fanciulla, sugli spalti dello stadio della sua città. Appendicite, ovvio. E poi, anni dopo, conobbi un tizio con il wind-surf Quel segno sulla schiena, te lo ha lasciato uno squalo che si è mangiato la tua tavola da surf?,  ho domandato io,curiosa come una scimmietta. No, ho tolto un neo. Una delle mie amiche ha un segno rosa chiaro su di un polso? Ti sei tagliata con un bicchiere rotto nel tuo bar? No, certo che no. Ho tolto una cisti. Un'altra fantasiosa storia, troncata sul nascere.

E tu, Custode, com'è la storia di quel timpano malandato? Una scheggia ti si è conficcata nell'orecchio, durante la campagna di russia?

Eredità di un' ottite.

Postato da: custodedellenuvole a 19:23 | link | commenti (4) |

sabato, 04 giugno 2005

Che, di sabato sera, sei lì. O sei qui. Là. Qua. Ad ogni modo, ci siamo capiti... Dopo un pomeriggio che spignatti per preparare le scaloppine al limone, l'insalatona mista, la pasta ai peperoni e la torta al caffè. La torta, certo. La torta perchè è il compleanno della ragazza di tuo fratello e, mentre eri al supermarket con il tuo consanguineo, gli hai detto che avresti regalato tu la torta di compleanno alla sua donna. Cazzo! Non ero sicura di volerla fare veramente, ma poi lui ha interpretato male le mie parole... e Diosolosacome, Custode,ti sei ritrovata ad imburrare la tortiera, fare la crema pasticcera, dosare con audacia il caffè sul pan di Spagna rigorosamente fatto in casa, che quello comprato non è mai come lo pretendi, dall' alto delle tue doti pasticciaie. Perchè, poi, si chiama Pan di Spagna? Avrà a che fare con Cristoforo Colombo... Sì, dai!, sembra che in Europa non si mangiasse alcuncchè, prima che Cristoforo Colombo arrivasse in America! I pomodori, ad esempio. Ma cos'era l'Italia senza la pasta al pomodoro? Insomma, se nel 1861(può essere?)è nata l'Italia, erano già almeno trecento anni che si faceva il pomodoro da mettere sui maccheroni... Infatti c'è chi ha detto Abbiamo fatto l'Italia, ora dobbiamo fare gli Italiani: gli Italiani non c'erano ancora, ma il sugo sì, è un esplicito dato di fatto! Vabbè, per farla breve, stasera ho assoluta necessità di riposo e non perchè io abbia cucinato tutto il pomeriggio. No, mica per quello! E' che, mentre cucinavo ho pensato tutto il tempo, costantemente, a come avrei suggerito ad Effe ad invitarmi ad uscire con lui. Non lo voglio invitare io, vorrei che fosse lui a propormi di uscire. Io devo solo scoprire come fare ad indurlo a chiamarmi. E questo pensiero è davvero estenuante per un'imbranata sentimentale come me...

Postato da: custodedellenuvole a 22:20 | link | commenti (2) |

venerdì, 03 giugno 2005

L’altro pomeriggio, tornando dal mare, mi seccava parecchio rivestirmi, così sono rimasta in shorts e canotta e sono salita in auto. Solo arrivata nei pressi di casa, realizzo la situazione e, rendendo partecipi Amica Bancaria e Medichessa, dico loro:-Beh, non è il massimo abitare in centro, quando torni dal mare e sei vestita scosciata. E’ pieno di gente…-.
Amica Medichessa mi rincuora:-Ma dai!, vorrai essere così sfigata da incrociare qualcuno nel percorso automobile-ascensore?-
Ci salutiamo tutte e tre e scendo dall’auto.
Frugo in borsa per cercare le chiavi di casa. Sento una risata provenire dall’ auto dell’ Amica Medichessa. Mi volto a guardarle sghignazzare, le due amiche. Solo quando mi volto nuovamente, capisco il motivo delle loro risate.
-Ciao-, mi dice lui.
-Ciao- rispondo io dai miei abiti succinti. Sì, Ciao, giovane avvenente ragazzo che vieni sempre a trovare tuo nonno, mio vicino di casa. Lo ammetto, sei sempre stato un ragazzino delizioso che, se non fossi troppo vecchia per te… Già, ma sono troppo vecchia per te. E tu, troppo giovane per me.
Solo che ieri, quando ci siamo nuovamente incrociati sotto i portici,ed io ero vestita in maniera consona al centro cittadino, la mia testolina ed il suo sguardo hanno proseguito il discorso interrotto l’altro pomeriggio.  Non serviva mi guardassi con i tuoi giovani occhi, cercando di capire quanti anni ho in realtà… Insomma, credo di aver capito quello che pensi…
Però, la vicina di mio nonno, per l’età che ha, si mantiene… e, non avendo il ragazzo, avrà l’assillo della zitellaggine incombente. Cara vicina anziana e raggrinzita, ora ti guardo con il mio sguardo, un po’ così, capace di turbare masse femminili, tu cadrai ai miei piedi ed usciremo una sera insieme. Io ti salverò dallo zitellaggio, per una sera, e tu mi darai la possibilità di gasarmi al bar con i miei amici, raccontando loro di quella volta che andai con un’anziana e raggrinzita zitella…Quindi è inutile che distogli lo sguardo, io continuo a guardarti intensamente, finchè i tuoi ormoni non risponderanno ai miei. Perché io sono un giovane avvenente e nessuna mi può resistere. Nessuna.
Giovane avvenente, smettila di guardarmi in maniera insistente: non si fa! Non si guarda in quella maniera una signorina, è da screanzati! Che ti credi? Sono all’antica, io! Antica, più che altro…

Postato da: custodedellenuvole a 14:38 | link | commenti (2) |