dietro le nuvole, il sole c'è sempre
oggi
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
visitato *loading* volte
Sono trascorsi 4 giorni da quando ho visto Effe l'ultima volta ed ho promesso all' Amica Medichessa che non lo avrei più cercato. Fin qui, il mio ambizioso progetto di resitenza personale, ha dato i suoi frutti:
Numero telefonate fatte ad Effe: 0
sms scritti ad Effe ma non inviati: 3
sms inviati ad Effe: 0
volte nelle quali ho immaginanto di stare con lui: infinite
espedienti escogitati, come scuse per cercarlo: 4. In dettaglio: guaio informatico, necessità di un termine in sua lingua(straniera)madre, guasto della caldaia, offerta di guida alla scoperta dell'emeroteca locale.
espedienti considerati validi e, perciò, utilizzati: 0
Posso farcela... Posso farcela... Posso farcela...
Amica Bancaria: Io sono come te.. telefonerei anche io... Però ora, Custode, basta!
Custode: Io ora, a freddo, riesco a dirti che Effe ha passato il segno ed io non lo chiamerò più e bla bla bla... Ma non posso garantirti nulla: so che la prossima settimana, al massimo, riprenderà a ripullularmi dentro una fremente necessità di telefonargli.
Amica Bancaria: Allora tu ripensa a momenti come questo. Ripensa, in questi due mesi, a tutte le volte che ti ha delusa.
Amica Medichessa: No, invece pensa a quando, la prossima volta che mi telefonerai gasatissima perchè hai un appuntamento con lui e, solo il giorno dopo, mi ritelefonerai in cerca di sostegno per l' ennesimo bidone ricevuto, pensa Custode a quanto mi incazzerò con te!
Colpita e affondata: l' Amica Medichessa, in versione collerizzata, è uno dei deterrenti più potenti in circolazione...
Difatti, mi è appena arrivato un sms pusillanime di Effe. Ci vediamo là, tieni il cellulare acceso! Conosco il mio pollo. Anzi, pollo e basta. Posso già anticiparvi che, guardacaso, capiterà un guaio nelle comunicazioni e non capiterà di trovarsi. Già lo so già lo so già lo so.
Il gin che ho a casa è, più che altro, un avanzo di un capodanno di tre anni fa. Farà male? Data di scadenza non ce n’è scritta sulla bottiglia e la cosa, lì per lì, mi preoccupava un po’ in vista del mio progetto Gin-lemon da borsetta poi, arrivata al supermercato, ho visto che c’erano le lattine di una bevanda al limone in offerta. L’ho considerato un segno del destino ed ho acquistato una di quelle lattine, per unirne il contenuto al rimasuglio alcolico del bar di casa. In definitiva, al completamento delle operazioni necessarie per la riuscita della serata ora mancano:
Inizio subito dalle mani che mi succede sempre di dimenticarmene. Stranamente Effe non si è ancora fatto vivo con uno dei suoi sms da pusillanime, per disdire e la cosa non mi convince affatto!
Per sopportare la serata di domani, ad una sagra dove non vanno al di là del vino, mi sto equipaggiando con un gin lemon da borsetta. Ho solo dei dubbi circa le proporzioni esatte del cocktail. Farò un gin lemon ad personam(la mia), calibrato sul mio peso e sulle mie esigenze sociali...
Dopo 3 telefonate(Amica Tuttaricci, Amica Medichessa e Guru Romano), in cerca di coraggio, riesco a farmi forza per telefonare ad Effe. Lui di coraggio non ne ha, allora ne devo avere io per entrambi, in barba alle mie sembianze di donnina fragile di nemmeno 50 chili. Sì, ci vuole coraggio a telefonare a chi se può non riosponde alle tue chiamate, salvo poi tentare di rimediare con scuse inverosimili cui io fingo di credere. E lui, stavolta, usa la tattica del rispondo gioviale e spiazzante.
Infatti rimango spiazzata perchè gli chiedo di berci un caffè venerdì e lui accetta. Poi finiamo a parlare di una sagra a Cittàgrande sempre venerdì, ma in serata: io ci vado coi miei amici, lui con un suo amico... Allora perchè non andarci tutti insieme?, propone lui. Già, ma io volevo prendere un caffè sola con lui, non andare ad una sagra con altre 15 persone! E prima ancora che io possa eccepire, lui mi spiazza proponendomi di vederci tutto il pomeriggio noi due e poi raggiungere gli altri per la serata. Mi sento di essere scettica. Sto sognando?
Evidentemente sì. Infatti, dopo esserci accordati per un aperitivo tutto nostro, venerdì, prima di trovare gli altri... Puntuale, in serata, il mio scetticismo viene premiato: un sms mi informa che è meglio vederci direttamente con gli altri, senza nostro aperitivo, perchè viene con il suo amico. Sì, ma meglio per chi?!?
Informata del fatto, l' Amica Medichessa, si esprime, sintetica ma efficace, via sms: stronzo.
Quello che davvero non capisco è perchè venga con i miei amici... Voglio dire, hai fatto 30, fai 31 e dimmi che non vieni proprio o vacci solo con il tuo amico.
Io, per quanto mi riguarda, mi presenterò alla sagra di venerdì sera accompagnata da un pezzetto di carta igenica che, al momento opportuno, estrarrò dalla borsetta per offrirlo ad Effe. ...Se vai a cag***, un pezzo di carta può far comodo.
sto per telefonare ad Effe per chidergli di vederci. Ho tante domande da fargli ma so che finirò per non fargliele nemmeno. Avrei bisogno di sapere perchè si comporta in maniera tanto codarda, ma ostenterò serenità ed ironia anche se sono profondamente delusa.
Eppure mi piace. Eppure ho una dignità.
Devo pensare bene a cosa fare.
Ma non so neppure se risponderà al telefono.
Agisco?
Prendete una ragazzo con il quale vi stavate intrallazzando tra giugno e luglio e mettetegli nome Effe. Usciteci per un paio di mesi ed iniziate a fantasticare su voi due, senza mai ammettere di iniziare a legarvi a lui affettivamente. Nel frattempo, partite per e fate in modo che, diosolosaperchè!!, lui si dilegui e non si faccia più trovare al vostro ritorno a casa, nonostante presupposti e false promesse. Mandatelo idealmente a quel paese e cadete nel vortice dei chissàperchè, della tristezza e del cioccolato. Fate in modo di suscitare la pietà della vostra Amica Hostes e lasciate che lei trascorra le sue ferie con voi, a consolarvi, anzichè con il suo fidanzato; che lei vi telefoni una volta al giorno per assicurarsi della vostra sopravvivenza; che vi organizzi aperitivi a tradimento; che vi trascini a guardare vetrine di scarpe(quello per le scarpe sì, che è amore eterno!)... Oltre che riuscire, per un po', a non pensare alle vostre disavventure sentimentali, otterrete l'ulteriore effetto di sentirvi ben volute, soprattutto dal fidanzato della vostra amica che già non la vede mai per motivi di lavoro! F-R-E-G-A-T-E-V-E-N-E ed andate avanti a farvi coccolare dalla vostra amica che raggiungerà l'apice dell'affetto portandovi ad assistere ad una sfilata di moda.
Appena arrivo nella piazza dove si svolge il mercatino con mia madre, vedo parcheggiata lì un auto stesso modello-stesso colore- stesse prime lettere della targa di Effe. Appoggiata all' auto una signora. Sì, le sue caratteristiche fisiche mi ricordano la madre di Effe, ma l'ho vista una sola volta, per 5 minuti, all'inaugurazione di un locale ed è trascorso oltre un mese. Non so non so. Sì, dev'essere proprio lei ma... No, l'incontro tra mamma proprio ora che ho mandato a 'quel paese suo figlio? E lei lo sa che è stata la prima ed ultima volta che ci ha visti insieme, a quell' inaugurazine? Che imbarazzo che imbarazzo. E, soprattutto...mia madre non ha mai saputo della mia tresca con Effe... Merda merda. Evitare la signora? Fingere di non riconoscerla? Vada per la prima ipotesi. Mi guarda fissa. Vada per la seconda.
"Ciao", mi dice lei sorridendo dolcemente.
Io la guardo inebetita: lo stesso sorriso del figlio, gli stessi occhi verdi. Cerco qualcosa da dire. Zero assoluto.
"sono la mamma di Effe!", dice lei, come se io sapessi esattamente di che Effe lei stia parlando, giacchè la signora sembra supporre che io sia la ragazza di suo figlio.
"Ma certo! Mi perdoni, non sempre riconosco le persone. Mi scusi!", non posso che mentire.
"Non ti preoccupare! Io ti guardavo, e non riuscivo a capire...' E' lei? Non è lei?".
Mia madre, attonita, non può che chiedermi: "Effe, chi?".
"Effe... Effe.." sento lo sguardo delle due mamme su di me. Una è convinta risponderò E' il ragazzo con il quale mi vedo da qualche tempo, l'altra invece non sa ancora dell'esistenza di questo Effe sul globo. Alla fine, mi sento rispondere una cosa improbabile tipo: "E' un amico della Medichessa e l' Amica Hostes...". E mentre blatero, ed io e mia madre ci congediamo, sento lo sguardo della madre di Effe che mi percorre, alla ricerca di un barlume di intelligenza ed onestà. O, forse, la signora dal sorriso gentile si sta chiedendo Perchè questi due ragazzi non passano la domenica pomeriggio insieme? Lo chieda a suo figlio!
Un momento d'ira e butti nel cestino il regalo che gli avevi comprato in vacanza. Dopo un paio di giorni ci ripensi e lo richiami, solo per sentire come sta. Sta guidando e ti richiama dopo 2 minuti. Ti racconta le sue cose, ridete assieme, sembra tornata la complicità. La cosa che più ti piace del tuo principe è che ride alle stronzate che dici. Al termine della telefonatai dice Ci sentiamo per uscire nel fine settimana. E con il suo regalo, ormai approdato alla discarica locale, come la mettiamo? Fatò finta di nulla. Metterò i jeans attillati che gli piacciono e gli sorriderò.
Alle 16 di oggi ho chiamato l' Amica Medichessa. Facciamo qualcosa stasera? Lui non s'è fatto sentire.
Il principe azzurro, macchiatosi di inaffidabilità e noncuranza, verrà espulso dal regno delle nuvole.