dietro le nuvole, il sole c'è sempre
oggi
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
visitato *loading* volte
Chiuso per ferie
(arrivederci a fine agosto)
Da poco più di un anno, abita in un condominio vicino a quello nel quale sto io, un ragazzo. Il suo nome è Erre ed io lo so non perchè ci abbiano mai presentati, ma solo perchè ho sentito un suo amico che lo chiamava così e, siccome lo chiamava mentre era bordo di una motocicletta col motore acceso, non ha potuto fare a meno di urlare Erreeee, dando la possibilità di percepire quel nome pure a me, che stavo in garage a trafficare con la catena della bicicletta.
Erre ed io non ci conosciamo, nè ci salutiamo. Credo lui non sappia nemmeno il mio nome(d'altra parte, nessuno dei miei amici urlerebbe mai il mio nome con la moto accesa, per il semplice motivo che nessuno dei miei amici possiede simile mezzo di locomozione!). Dicevo che, ufficialmente, siamo due sconosciuti che però sanno entrambi, perfettamente, di abitare vicini ma non si danno confidenza. Due stronzi, insomma? No, e qui mi perquoto il petto, la stronza della situazione è solo una, e sono io. Infatti, sin dalle prime settimane del suo arrivo qui, quando ci incrociavamo nel parcheggio sotto casa, in strada o in centro al paese, lui mi ha sempre sorriso e guardata. Ed è questo il punto. Faceva quello sguardo da lumacone, stile un giorno sarai vittima del mio fascino, che me lo ha reso insopportabile da subito. Lo incrocio, mi sorride ed io tiro dritta. Una volta, ha pure tentato una battuta mentre arrivavamo nel parcheggio di casa in contemporanea. Già, peccato che lui è entrato contromano, tagliandomi la strada e poi, una volta sceso dall' auto, voleva pure fare lo spiritoso: inaccettabile. Ma ancor più inaccettabile è stata la mia reazione quando gli ho dato un assaggio della mia intransigenza. Sono scesa dall' auto e mi sento dire Vabbè, una piccola infrazione si può fare ognitanto, no?. Rispondo con tutta la merdaggine della quale sono capace Vedremo se avrai ancora tanta voglia di fare lo spiritoso, il goirno in cui ti spiaccicherai sul cofano della mia auto! Mi giro di spalle e salgo a casa, indignata. Ho esagerato. Mea culpa. Assolutamente una stronza. Ma la cosa che della faccenda più mi ha turbata, è che, nonostante tutto, lui ha continuato a sorridere e fare lumacone con lo sguardo. Il che, mi ha fatto ancora più andare via di testa.
La sostanza di questa storia è che da un paio di settimane, improvvisamente, Erre ha smesso di sorridermi e di guardarmi con convinzione.
Ed io, inaspettatamente, ora scopro di volerlo conoscere.
R educe da una mattinata di shopping che, complice il caldo, mi ha tramortita, mi sono concessa una pennichella pomeridiana dalla quale mi riprendo giust' appunto ora. Nel sonno, ad un certo punto del mio percorso soporifero, ho sentito la voce di mia madre: Custode! Custode! Noi stiamo uscendo... hai sentito? Sentivo la voce, dicevo, ma ero assolutamente incapace di muovere un qualsiasi muscolo anzi, nella profondità del momento, mi sono addirittura convinta di aver mosso la testa, nel senso di annuire alla domanda che mi era stata rivolta, ricacciando mia madre al di là della soglia. Macchè, alla signora non bastava l'intenzione dell' movimento...No, lei pretendeva una risposta certa e sicura, una risposta da persona sveglia, insomma. Così, si è introdotta nella penombra della mia stanza strillando Ma ti senti bene? Ah, stavi dormendo...
Appunto, "stavo".
Amica Tuttaricci: Ma quando scrivi, ti ispiri a qualcuno?
Custode: Non direi... Scrivo cose mie. Ti dirò che, in effetti, trovo io stessa sorprendente che ci sia della gente che torna e ritorna sulla mia paginetta a leggere le cose che scrivo. Insomma, non scrivo nulla di eclatante e nemmeno avventure avvincenti o chissà che... Mah!
Amica Tuttaricci: Cioè, tu ti metti alla tastiera del computer e scrivi così, quello che viene in mente.
Custode: Non sempre mi viene proprio facile, ma sono talmente pigra che nemmeno lo accendo il pc, se non ho nulla da farci. Che, per dirla tutta, una scrittice che mi ispira c'è.
Amica Tuttaricci: E chi è?
Custode: La signora in Giallo!
Amica Tuttaricci: La Fletcher? La jettatrice? Quella che in qualsiasi posto vada, qualcuno muore ammazzato? Ma sei.. ma sei, scusa Custode, sei una merda! Io mi aspettavo mi rispondessi Emily Dickinson, la Wolf che ne so... al massimo la Alcott di Piccole Donne... non la "Signora in giallo"!CHe cavolo di risposta è?
Custode: ...Mbèh? ... Guarda che la musichetta Tu-tu-tu-turu-tu-turu Tu-turu... è gasante!
Allora, cosa ho fatto per poter tornare nel pieno delle mie facoltà scrittorie? Ho letto tra i commenti i suggerimenti lasciati dal lettore Roberto. Poi li ho riletti uan seconda volta, cercando di memorizzare tutte le operazioni da seguire.Poi ho zittito mia madre che, nel mentre, nonocurante della mia febbre informatica, mi stava parlando del recente matrimonio della figlia della vicina Deborah(con la H). Dopo di che, mi sono accinta a leggere per la terza volta queste istruzioni che, sembra impossibile pure a me aver vinto i giochi della chimica alle superiori. Ma, prima di terminare la terza lettura, ho pensato Perbacco! Non sono un genio alla Bill Gates però... copia-incolla-stampa arrivo a farli con una certa scioltezza! Così mi sono stampata le istruzioni, le ho seguite: due volte, a dir il vero, perchè la prima volta non avevo puntato come mi era stato indicato! Al momento di riavviare il pc, ho ricevuto la seconda delle abituali due-tre-quattro telefonate giornaliere dell' Amica Tuttaricci che rea in uno stato di sovraeccitamento di difficile descrizione. All' inizio della telefonata, pensavo che il Fantino si fosse deciso a far uscire qualcosa di convincente da quel suo cervello ma poi ho capito due cose: 1.che quel ragazzo deve aver respirato tanto di quello sterco equino, nella sua vita, che la puzza deve avergli bruciato tutti i neuroni, rendendo particamente impossibile il parto di una qualunque idea; 2. che la sovraeccitazione dell' Amica Tuttaricci era dovuta a questioni di stampo professionale.Conclusa questa lunga telefonata, che in effetti, essendo durata solo 35 minuti, è stata pure breve per gli standards abituali miei e dell' Amica Tuttaricci. Dicevo, conclusa la telefonata, ho riavviato il pc e magia della magia, il risultato è tra queste righe.
Che dire, una volta ristabilita la possibilità di postare applicando i suggerimenti ricevuti, se non... GRAZIE ROBERTO!
La cena di ieri sera è stata talmente parca, che nella notte mi sono ritrovata, in sogno, al banco degli affettati della Coop vicino a casa. Sempre in sogno, ho acquistato quantità di formaggi che nemmeno in 6 mesi riuscirei a far fuori, stante i miei 50Kg di peso corporeo... Ricordo di aver ordinato dell' Auricchio, del pecorino al peperoncino, dei formaggi locali, un apio di mozzarelle di bufala, qualche etto tra prosciutto crudo, speck e mortadella.
Mi sono svegliata e non avevo nemmeno il numerino elimina code in mano. Ed il frigo era inesorabilmente vuoto.
Custode, sto andando a fare la spesa, ti serve qualcosa?
No, mamma, niente di particolare, ma ti spiace prendere qualcosa per riempire quel cavolo di frigorifero per favore?
Me lo dite, adesso che mia madre si è presentata con due sporte ripiene di una spesa praticamente inutile, cosa me ne faccio di varecchina, detergenti per il bagno, pagliette per le pentole, fazzoletti di carta, succo alla pesca e 2, e dico 2, melanzane?
L’ Amica Titti, già me l’ aveva detto una volta: Custode, mio fratello ha detto che ti trova molto carina!Ma non mi pare il caso… Insomma, capito, no?
Davvero?! Ho chiesto io, senza nemmeno tentare di celare il mio interessamento.
Amica Titti: Non se ne parla nemmeno, Custode! E’ troppo giovane per te!
Custode: A.
Così, quando oggi mi sono ritrovata al cospetto dell’ Amica Titti e della sua famiglia al completo(padre-madre-zia-zio-FRATELLO), sono stata cordiale e gentile ma nulla di più, nonostante io trovi che il fratello dell’ Amica Titti stia crescendo proprio bene. Magnificamente bene, direi… Eppure, me ne sono stata al mio posto, nei ranghi insomma, senza lanciargli nemmeno un’ occhiatina da gatta n’è sorridere più del necessario. Zero. E non perché l’età del fratello mi inibisca particolarmente ma, piuttosto, perché conoscevo già il pensiero dell’ AmicaTitti in proposito e non mi pareva delicato nei suoi confronti. Ho un’etica dell’ amicizia molto ben radicata. Mi ritrovo in mezzo alla loro famigliola, con la mia aria compita indossata per l’occasione quando, tra un saluto ed un altro, mi scopro posizionata tra i due fratelli. E lui ha questi occhi neri-neri che ha pure Titti ma che, addosso a lei, non fanno lo stesso effetto, probabilmente perché lei c’ha pure la quarta di seno e non fa al caso mio… E’ un guizzo della mia voce quasi incontrollato: l’etica filtra il desiderio e mi sento dire:
Amica Titti, lo so come la pensi ma… posso dare a tuo fratello un bacino di saluto, innocuo e piccolo piccolo?
Fratello dell’ Amica Titti: Ma certamente!
Amica Titti, sorridendo:Mh.. vi tengo d’occhio!
Che, per dirla tutta, se anche io non avessi avuto un’ etica ad addomesticare i miei sensi, ci sarebbero comunque stati i loro genitori a pochi passi cosa che, mi impediva di sentirmi libera di baciare il giovane sulla bocca, col rifrullo! E mentre io, nel congedarmi, do al giovane la mano e 2 bacetti sulle guance, mi sento stringere a lui in un abbraccio poderoso, deciso ed inatteso.
Ho un’ etica ed un’età, certo. Ma quel ragazzetto…
La mattina del dueluglio inizia male: mi alzo per fare colazione e la prima persona nella quale incappo è
Arriva il pranzo formato famiglia, in assenza di mio padre via per lavoro.
Concludo il pomeriggio a letto, in una pennichella rigenerante, interrotta da un paio di sms ed intanto fantastico su cosa indosserò all’aperitivo che in prima serata offrirò ai miei più ristretti. E lì, inizia il massacro del conteggio: Amica Hostess assente per lavoro; Amica Medichessa idem;Ragazzo dell’ Amica Hostess bloccato in azienda; Amica Poliglotta al mare; Ragazzo dell’ Amica Poliglotta con lei; Amica Bancaria irrintracciabile; Amica Esattrice impegnata in cena di famiglia; Amico Esattore con lei.Amico Perito Informatico irrintracciabile.Uno ad uno, sono costretta a depennare tutti e… rimango sola col mio aperitivo. L’ Amica Professoressa, al telefono, prova a consolarmi ma il tutto si risolve in una modesta, ma pur sempre imbarazzante, quantità di lacrime. E giust’appunto quando mi sto risollevando dall’ aperitivo mancato, ecco citofonarmi a sorpresa 3 irriducibili: l’ Amica Poliglotta, il suo ragazzo, l’ Amica Bancaria. Li faccio salire, mi scuso con loro per non essere pronta, rifilo loro album fotografici e riviste da sfogliare nell’attesa del mio restauro. Poi raccatto una gonna ed una maglia e mi infilo in bagno dicendo al ragazzo dell’ Amica Poliglotta: Mentre attendi, potresti renderti utile: mi sistemi la connessione che non riesco a postare sul mio blog da giorni?
Ed eccomi tornata a voi.
Soppravvissuta!
Sopravvissuta al pranzo formato famiglia. Sopravissuta ai rituali delle telefonate e degli sms. Sopravvissuta a certi amici che,con noncuranza, disdicono all'ultimo l' impegno preso per l'aperitivo. Sopravvissuta ai ricordi più tristi che fanno capolino quando abbassi la guardia. Sopravvissuta a quel prepotente velo di malinconia che accompagna ogni dueluglio. Mancano poche ore, ma ormai posso dirmi sopravvissuta al giorno del mio compleanno.
I dettagli domani, ora che, finalmente, il mio pc è stato messo a punto, dopo una settiamna di guai informatici.