dietro le nuvole, il sole c'è sempre
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Fruire poco della tv crea grossi problemi socio-culturali. Sociali soprattutto. Perchè le persone, tra loro, parlano spesso di tv e si aspettano che tu interagisca con la discussione, esponendo la tua opinione in merito a questo o quel programma, magari svolgendo analisi approfondite di quella certa puntata del telefilm del momento. E quando riveli loro, con reale candore, che non solo non hai visto l'ultima puntata, ma neanche penultima nè terzultima; che, anzi, non sai nemmeno esista un programma televisivo intitolato a quel modo; che la televisione la utilizzi saltuariamente, ti guardano tutti con una commistione di stupore, incredulità e sconcerto. Arrivano a farti sentire un reietto. Un dimenticato. Un asociale.
E' quel che mi accade quando rivelo di non aver mai visto nemmeno uno degli episodi fantozziani che mi vengono citati frequentissimamente.
Ed è quello che è accaduto pure l'altra sera, al momento di pagare gli aperitivi alla cassa del Pictures.
Amica Hostess, con tono divertito, rivolta alla barista: Ma che ci fa, appesa qui sulla cassa, una foto di Orazio?
Barista: L'ha appesa mio marito per prendermi in giro, perchè a me piace tanto Orazio
Custode: Orazio?
Barista: Sì, quello di Si-es-ai! Non è bellissimo, ma io lo trovo così affascinante...
Custode: Si-es-ai?
Barista: Sì, la serie tv!
Amica Hostess: Signora, lasci perdere! Custode non sa niente di queste cose: non guarda mai la tv!
Commistione di stupore, incredulità, sconcerto della barista.
Custode: Beh, dai! Non esageramio...
Barista, noncurante di Custode, si rivolge solamente all' Amica Hostess: A me piacciono più gli episodi di New York che quelli di Miami: tu ti accorgi della differenza? (Nota custoidea:delle città effettivamente citate dalla barista, non ricordo i nomi precisi. E' pure questo un effetto incontrollato della mia ignoranza televisiva!)
Amica Hostess: La differenza?
Barista: Sì, le inquadrature, il colore base delle scene.
Custode: Accidenti che occhio attento! Inizio a credere che forse dovrei proprio comprarmelo un televisore!
Commistione di stupore, incredulità, sconcerto della barista.
Amica Hostess: Ce l'ha, ce l'ha il televisore, non si preoccupi signora! E' che lo usa poco...
Indosso una gonna di jeans con gli stivali col tacco (6cm) e mi avvio verso casa. Tac tac tac. Che io, appena compro un paio di scarpe con il tacco, ho cura di portarle subito dal calzolaio a farle insonorizzare, facendo loro applicare un cosiddetto gommino antirumore. Nonostante ciò, il fenomeno acustico continua a manifestarsi e quel tac tac tac mi segue ovunque tant'è che le cose sono due. O il calzolaio mi truffa, depauperandomi di 4 Euro, senza fare alcuncchè; oppure ha ragione luu e dipende tutto dai tempi moderni e dalla globalizzazione, che inducono i produttori di scarpe, anche di pregio, a fornire le calzature di tacchi che fanno, e faranno sempre, rumore, nonostante l'espediente del gommino.
E così, dicevo poc'anzi, mi avvio verso casa, seguita passo-passo dai miei stivali ed il loro tacchettio. Qualche metro più avanti di me, sullo stesso marciapiede, cammina il Commercialista Gi. Il Commecialista Gi è un professionista molto noto in paese, perchè: 1. E' pieno di soldi; 2.Dicono sia scorbutico; 3.Dicono pure sia avido. Di tutte le caratteristiche, penso che la peggiore sia la tre, l'avidità. Perchè, nel mio immaginario, l'avidità rende le persone simili ai protagonisti ispidi, che poi si redimono, di certe favolette natalizie formato Dickens. Ed assomigliare ai personaggi di Dickens, non è una cosa buona, dato che il più delle volte sono personaggi foderati di tristezza.
Quindi, quasi timorata, cammino qualche metro dietro al Commercialista Gi col mio tac tac tac. Lui schiva un pedone a destra un paio a sinistra ed io faccio lo stesso. Guardo l'orologio e sono pure in ritardo. Accellero. Decellero. Non mi fanno passare. Accellero nuovamente. Il Commercialista Gi decellera a sua volta, prova a scansarsi a fare una scican tra pedoni. Tac tac tac. Sono le diciannove meno dieci ed il mio passo tacchettato evidentemente non è indifferente al commercialista perchè, dopo un paio di minuti di accellerate e decellerate, accade l'imprevedibile. Il Commercialista Gi, il ricco, il possibilmente scorbutico, il possibilmente avido, il possibilmente burbero, il possibilmente acido, il possibilmente arrogante, il possibilmente arido si ferma, si mette di lato e si volta a guardarmi con l' indignazione di chi si sente infastidito, quasi oltraggiato, fadendomi pentire di tutti quei possibilmente delle righe precedenti.
Sospensione delle quotazioni dell' umore di Custode, per eccesso di ribasso. Ad infuenzare il borsino dell' umore custoideo, l'ennesima truce rottura della lente a contatto sinistra. Sempre lei.
Ma questa volta, sono entrata dall' ottico per ordinare la lentina nuova, sì certo, ma pure per far valere le mie ragioni di consumatrice affranta e delusa e vagamente adirata. Al di là della spesa, sono nuovamente retrocessa allo status di quattrocchi e questo, in pieno fine settimana e con il cielo che minaccia pioggia, non è una buona cosa.
Perlomeno, il ripristino della linea telefonica segreta tra l' Amica Tuttaricci e me, mi ignetta quel poco di positività necessaria a tirare a campare fino all' arrivo della nuova lente.
Sms di Amica Tuttaricci: MI manchi...
Sms di Custode: Anche tu! ma dobbiamo resistere ancora poco...
La forzata astinenza telefonica, dovuta al temporaneo esaurimento dei minuti di conversazione a nostra disposizione, sta mettendo a dura prova la psiche mia e dell' Amica Tuttaricci. Ancora qualche ora e riavremo, ciascuna, centinaia di minuti per conversare l'una con l'altra.
La nostra linea telefonica segreta, diretta ed esclusiva, da fare invidia al signor Masters di Magnum P.I.
INCOMPRENSIONI.
Me ne sto seduta al Pictures, sorserggiando un aperitivo analcolico(Ve lo avevo detto che sono determinata, nella mia scelta di temporanea austerità alcolica!) con l' Amica Hostess, mentre attendiamo l'arrivo di Amica Esattrice ed Amica Poliglotta.
Amica Hostess: Ma dove sono in questo momento? Per strada?
Custode: Eh sì! Ma non li hai visti prima?
Amica Hostess: No! Dove? Scusa, ma non ti hanno telefonato tre minuti fa?
Custode: Ma chi?
Amica Hostess: Loro due, no?
Custode: ?
Amica Hostess: Ma tu, di chi stai parlando?
Custode: Dei due vigili che abbiamo incrociato prima di venire al Pictures. In special modo, di uno dei due; l'altro è un collega, ovvero un dettaglio umano assolutamente trascurabile...
Amica Hostess: Parlavo di Amica Esattrice ed Amica Poliglotta! Ihuhuuu...sveglia Custode! Sei proprio partita per quel tizio, non fai che parlare di lui!
Custode ride.
Amica Hostess: E comunque, tanto basso come pensavo, non è!
Custode: Visto, eh?
Amica Hostess: Però resta grassoccio e con la pappagorgia!
Custode: Speriamo non si chiami "Giorgio"... Sarebbe imbarazzante, Giorgio-pappagorgia!
Mi aggiro tra gli scaffali della libreria, in cerca di qualcosa di interessante. Non devo necessariamente acquistare un libro, mi basta leggere qualche riga qui e lì e prendere uno spunto per il corso di Spagnolo. Infatti, Insegnante di Espanol ci ha chiesto di prepararci un argomento a piacere da esporre al resto della classe, in data da concondare. Ora, siccome la fantasia è ciò che proprio non mi fa difetto, io ho già in mente almeno 3 argomenti sui quali tenere la mia lezioncina. Tuttavia, continuo a vagabondare in libreria col desiderio di imbattermi in un argomento davvero avvincente e convincente e coinvolgente. Mi piacerebbe lasciare gli altri corsisti stupefatti e soddisfatti e strafatti. No, strafatti no, però era la sola parola che mi è venuta in mente e che facesse pandan con le precedenti due.
Ad ogni modo, cerco di concentrarmi nella lettura(abusiva)di un libro di cucina spagnola, pur sapendo che, sotto la loggia del Minucipio, ad una cinquantina di metri da dove sono io, c'è il Vigile Kabir in posizione statica ponderale. Mi concentro, mi concentro, che non posso farmi condizionare così dalla beltà di quel ragazzo. Che poi, se anche gli passo sotto il naso, si limita a darmi un' occhiatina, senza consentire al suo viso di fare una grinza. Nè un sorriso. Nè una smorfia di disgusto. E allora, è pefettamente inutile che io perda il mio tempo a tentare di intercettare uno degli uomini più asettici del pianeta terra.
Mi concentro, mi concentro, mi concentro e leggo di meravigliose ricette di Tapas di ogni sorta e, sarà l'ora vicina di cena, sarà il parco pranzo che ho ingerito, mi viene già l'acqolina in bocca tant'è che, per non sbavare direttamente sulle pagine patinate, alzo per qualche istante gli occhi dal libro e cosa vedo? Il Vigile Kabir è fuori dal negozio, al di là della vetrina che mi sta di fronte e non sta guardando i libri esposti in vetrina, bensì l'articolo Custodedellenuvole.
La salivazione, finora sollecitata dalle immagini di Tapas, improvvisamente mi si azzera. Sento le orecchie fucsia dall' imbarazzo e prendo una sofferta decisione: comprerò il libro di cucina che ho in mano e ne farò il mio amuleto portafortuna.
Ancora qualche passo noncurante tra gli scaffali della libreria e Vigile Kabir è scomparso dalla vista.
Solo quando esco dal negozio con in mano il mio superfluo acquisto, lo ritrovo nella penombra del marciapiede , che chiacchera con il proprietario della libreria.
Ma sta sorridendo a quest' ultimo o a me?
Erano gli anni delle superiori(con questo incipit mi pare di raccontare della Campagna d' Africa...).
Erano gli anni delle superiori ed io mi trovavo a dover frequentare la scuola, inglobata in una classe composta in larga parte da soubrettine, già lo si sa. Ed io ero un' adolescente sfigata, e già si sa pure questo. Nella mia classe, c'erano pochissimi maschietti: credo addirittura fosse l'unica classe a maggioranza femminile di tutto l' istituto.
Comunque sia, erano gli anni delle superiori ed organizzammo una festa a sorpresa per il compleanno della Compagna Multicolore. Il motivo per il quale io abbia scelto di chiamare così questa mia compagna di scuola, è che cambiava spessissimo colore di capelli. E non passava dal bruno al biondo, traslocando per un rosso rame piuttosto che mogano. No, per lei quelli erano cambiamenti banali, quindi inutili. Le mutazioni cromatiche cui la Compagna Multicolore sottoponevava la sua cheratina, andavano dal castano al verde, passando attraverso il blu e precipitando fino al fucsia. Uso appositamente il verbo "precipitare", perchè per me fu la sua peggiore scelta estetica di tutti i (suoi)tempi. Non le donavano affatto quei capelle fucsia: la facevano più che altro assomigliare al Tenerone del Drive In, dopo aver avuto uno scontro frontale con uno dei Barbapapà...
Erano gli anni delle superiori, dicevo, ed organizzammo una festa a sorpresa per la Compagna Multicolore. Del compleanno, in sè, non ce ne importava molto, l'importante era avere una scusa per impossessarci della mansarda dei genitori della Compagna Tettonissima(e questo nome, non credo abbia bisogno di spiegazioni)e fare baldoria. All' imbrunire, ma probabilmente pure molto prima, la maggioranza di noi, era già ubriaca. Io no, perchè all'epoca non bevevo affatto. Lo so, suona strano, ma è la verità: da ragazzina ero un valido esempio di integrità morale! Un giorno di questi, piuttosto, dedicherò un post alla piaga dell' abuso di alcol tra gli ultragiovani. Dopodicchè, mi candiderò quale nuova icona Santamariagoretti.
Erano gli anni delle superiori e... bla ... bla... bla... A me, sfigata tra gli sfigati della classe, si avvicina il Compagno Fascinoso, ubriaco come pochi, e mi dice: Custode, vieni, fammi compagnia. Con te sì che si può parlare seriamente, tu sì che sei intelligente. Ora, soprassediamo sul valore, nel mondo adolescenziale, di parole come Intelligente e Simpatica che, il più delle volte, nascondono il crudele tranello di identificare una ragazza altrimenti definibile come brutta se non proprio cesso. Ma il Compagno Fascinoso no, lui quella volta aveva proprio bisogno di parlare con qualcuno della sua storia d'amore frantumatasi alla fine dell'estate. Lui quella volta mi raccontò una storia triste di un amore adolescenziale goffo ed incauto. Lui quella volta, attraverso un oblò della mansarda, mi portò sul tetto della casa in cui stavamo festeggiando il compleanno della Compagna Multicolore. E le luci, a poco a poco, iniziavano a brillare nel paesaggio indistinto della sera, che Paese mi pareva un albero di Natale fuori tempo. Eravamo là in alto, seduti sulle tegole rosse, ed il paese si accendeva poco a poco.
Ora, qualcuno si starà chiedendo il motivo di questo post. Il motivo è il desiderio di ringraziare il Compagno Fascinoso per quello spettacolo che, finora, è rimasto unico nella mia vita, dato che mai più sono salita sulle tegole di un tetto(nè mi sogno di rifarlo!). In più, desidero ringraziarlo perchè ieri, ad orario di chiusura, sono andata nel suo negozio e lui, armato di forbici, fili, prese elettriche ed affari simili, si è adoperato per ridarmi la piena funzionalità del PC, che avevo menomato spezzando un cavo.
Accadde sabato. Viene organizzato un aperitivo con annesso tour de shop, ad uso e consumo esclusivo di donne. La location viene fatta scegliere a me ed io, al termine di un' attenta analisi dei turni del Vigile Kabir, scelgo luogo/ora/modalità dell'incontro. Vigile Kabir si ritrova, così, insieme ad un collega, a lavorare ad una ventina di metri da un nugulo di ragazze. Una bionda, due castane, una mora ed una rossa. Chi naturale, chi no.
Amica Medichessa, mi sussurra con discrezione: Quale dei due vigili è quello giusto?
Custode: Il più vicino a noi.
Amica Bancaria, senza discrezione: Conoscendo Custode, non siamo qui a caso: chi hai adocchiato?
Custode: Shhh... Sei impazzita?
Amica Poliglotta: Eccolo! Eccolo! E' proprio quello che mi ha tolto i punti dalla patente...
E questo è stato solo l'inizio di un turbinio di occhiate, risatine, visioni di vetrine prive di interesse ma collocate nelle vicinanze di Vigile Kabir. Che dopo cinque minuti di queste scenette patetiche, non desideravo altro che sparire dalla vista del mio vigile preferito. Che il genere umano si estinguesse sedutastante. Che trascinare quelle quattro donnine dissennate dentro al Pictures e lì stordirle di aperitivi. Alla fine, agevolata da un bisognino fisiologico dell' Amica Bancaria, sono riuscita a dare vita all' ultima di queste strategie, conducendo le quattro donnine al Pictures e togliendole dalla vista del Vigile Kabir.
In tutto questo ciarpame comportamentale del sabato pomeriggio, tre sono gli aspetti sui quali riflettere:
Nei goirni sucessivi. Passeggiavo con l' Amica Ragioniera tra la ressa di gente accorsa in centro per la manifestazione cultural-chic-enogastronomica-socialmente rilevante-evento dell'anno- e quant'altro. Certa che il Vigile Kabir non lavorasse, le stavo giusto raccontando della mia malaugurata idea di aprire il serraglio delle donnine. Lei scoppia in una discreta ma eloquente risatina. Mi volto dall' altro lato per vedere quale fosse la causa dell' ilarità dell' Amica Ragioniera e vedo lui. Il corrusco vigile, in tutta la sua beltà. Tengo la testa dritta, non lo guardo. Ho una dignità. Un mio stile. Un forte senso di vergogna, soprattutto.
Amica Ragioniera: Ti ha guardata. Oh, se ti ha guardata! E poi ha guardato me per un istante e poi di nuovo te, a lungo. Ma tu no... Mannaggia a te!
Continuiamo a camminare tra la ressa ed i profumi di cibo ed i bambini frignanti e gli adulti che non si scansano. Dopo qualche minuto, riappare il vigile Kabir con un collega. Una signora urla contro i vigili perchè non è in regola con la sua esposizione di prodotti e dovrà andarsene. Il collega di Kabir prova a dire qualcosa alla signora inviperita. Kabir no. Non sta nemmeno ascoltando quel che dicono la signora ed il collega. Volta loro le spalle e fissa me. Lo percepisco, pur senza guardarlo direttamente. Pfluf Pfluf Pfluf , mi sento sfiorare dalle sue ciglia. Allora ruoto la testa di lato, i nostri occhi si incrociano per due o tre secondi, poi il suo collega richiama la sua attenzione. Ouu -gli dice.
Ouu.
Io non mai avuto l'occasione nemmeno di dirgli Ouu.
Insegnante di Espanol: Como si chiama in Italiano quella persona che compra una cosa e poi si piente? Che compra un vestito, lo porta a casa e non le piace più? E se piente...
Custode: Pusillanime?
***
Isegnante di Espanol: Cosa compri una volta al mese, Amica Ragioniera?
Amica ragioniera: non saprei...
Insegnante di espanol: Quando vai en el supermercado una volta al mese, dai...!
Amica Ragioniera: ...Gli assorbenti?
Nel pomeriggio, la Caporetto dei sentimenti.
La disfatta.
Getto la spugna, è evidente che il Vigile Kabir non mi vuole.
Per punti.
Amico Perito Informatico, entrando in casa mia: Allora, mi dicevi di word che non ti funzionava?
Custode: Infatti! Aprivo un documento e segnalava errore errore errore, sai, poi io mi agito, non so far fronte alle emergenze tecnologiche
Amico Perito Informatico: Lo so, lo so: è per questo che sono qui! Però mi piace questo tuo cercare sempre soluzioni alternative, aggiri l'ostacolo...
Custode: Riesce sempre a stupirti, il mio raffazzonare informatico, eh?
Amico Perito Informatico: Sì, straordinario. Divertente. Casini a parte. Allora, questo word che fa i capricci?
Custode: ah no, possiamo già berci sù un aperitvo, perchè ho già risolto i problema! Ho scoperto che non era tutto word a non funzionare, ma solo un certo file. Un solo documento si ribellava ogni volta che lo aprivo.
Amico Perito Informatico: Ah, bene! Come hai risolto il problema?
Custode: Ho eliminato quel documento!
Amico Perito Informatico: ?
Custode: L'ho evidenziato ed ho premuto il tasto canc!
Amico Perito Informatico: Quindi la tua soluzione per guarire un bambino dalla varicella, sarebbe sopprimere quel bambino?