dietro le nuvole, il sole c'è sempre
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Mi fa visita Amica Guru, in questi giorni d' inizio estate.
Amica Guru ed io siamo cresciute insieme, ma fino ad un certo punto. Il punto, fu quando lei, adolescente, si trasferì in un' altra regione d' Italia, con i suoi genitori. Per me, quel trasferimento, fu una gran cagata e, in qualche modo, ogni volta che Amica Guru torna qui, nei suoi luoghi di origine, ho la conferma della mia adolescenziale intuizione. A tutt'oggi, Amica Guru, non si sente appartenere a nessun luogo, nè qui nè lì. Io mi dico che è per questo che ha scelto di vivere all' estero: lei appartiene all' Italia, solo che non sa a quale parte di essa.
La conferma, dicevo, mi arriva quando mi viene a trovare e mi costringe:
Lo scopo di tutto questo è che lei, per tutta la durata del suo soggiorno, ama testare il suo livello di popolarità: fruga tra i volti della gente per scoprire se qualcuno si ricorda di lei. In questa sua mania di essere riconosciuta a distanza di un decennio circa, io ritrovo, appunto, la conferma che lei non si riconduce a nessun luogo, nemmeno quello nel quale ha trascorso gli anni dell' infanzia e dell' adolescenza. Non mi spiegherei in altra maniera, altrimenti, il fatto che, quando constata di non essere stata riconosciuta praticamente da nessuno , si adombri, si intristisca.
Al solo scopo di vederla contenta, così, ieri sera ho messo in moto una macchina organizzativa che mai. Sapendo che uno dei suo ex compagni di liceo gioca a basket, l' ho portata a vedere un torneo amatoriale e poi, grazie alla preziosa collaborazione di Allenatore di Basket, ho permesso ad Amica Guru di incrociare il suo compagno di liceo. Uno sguardo, qualche secondo di sospensione e lui, riconoscendola, le è andato incontro sorridendo.
Se non sono soddisfazioni queste.
E' scoppiato l' ammore tra Allenatore di Basket e Amico Perito Informatico. Oramai Allenatore di Basket si rivolge a lui, aggettivandolo con Caro ed Amico Perito Informatico, interpellato da me per un parere tecnico sul soggetto in questione, mi dice cose tipo Un ragazzo proprio per bene; Non bellissimo ma di una bellezza onesta. E via con lo scambio, tra i due, di Dvd e cd musicali. Si sono trovati. Anzi, li ho fatti trovare.
Quando non conoscevo ancora Allenatore di Basket, riuscivo a fare mini tour de shop, qui e lì. E vagavo per le vie di Paese in tranquilla solitudine, senza imbattermi casualmente in Allenatore di Basket che, inizio a sospettare, abbia un navigatore satellitare programmato per captare la mia presenza perchè non ho capito come cavolo faccia ad incontrarmi seppur in assenza di appuntamento. Fino a qualche mese fa, insomma, mi facevo gli affari miei per ore e giorni interi. Cosa che non accade quasi più. La mia recondita natura da Lupo Solitario, reclama attenzioni. Anzi, reclama non-attenzioni da parte di terzi.
Decido di darle ascolto e le dedico il pomeriggio.
Risultato: due magliette a righe, perfettamente identiche nel modello ma in due differenti varianti di colore.
Una delle cose che trovo più sorprendenti di questo blog è che, nonostante io mi consideri volubile ed incostante in tutto ciò che faccio, tutto sommato tiro avanti a scrivere già da un da un paio d' anni. Volubilità ed incostanza che, comunque, lasciano il segno tracciando l' alternanza tra periodi nei quali sforno post logorroici e frequenti, e periodi di stitichezza scrittoria.
Ma la cosa che, in assoluto, più mi soprende è che, nonostante il numero dei commenti che ricevo sia esiguo, il counter sgrani nuovi numeri ogni giorno. Le cose sono due. O ci sono pochi, più o meno definiti, lettori abituali che tornano e ritornano più volte al dì, per vedere se incostanza e volubilità mi hanno consentito di postare. Oppure c'è tutto un sommerso di lettori silenti, a me sconosciuto, che passa di qui, legge e non commenta.
Lo seguo passo passo, eppure riesce ugualmente a perdersi. Torno indietro, lo riporto in carreggiata tenedo un pacco di carte in mano. Le riguardiamo insieme una ad una, prendo appunti strada facendo. Gli rispiego più e più volte il percorso da compiere in ogni singolo passaggio. Lui mi guarda attentamente, qui e lì capisce pure ma poi si perde nuovamente e devo rispiegare daccapo tutto quanto.
Cielo!, che difficile spiegare a mio padre come deve compilare la dichiarazione dei redditi!
***
Nel frattempo, Amica Ragioniera mi propone, alla presenza sempre attenta e discreta di Allenatore di Basket, di andare a vederlo giocare ad un torneo estivo, qui in paese.
Mi ritrovo così, io che questa vita di paese e di piccoli borghi di provincia non l'ho, in effetti, mai condotta -perchè distratta da altre cose o persone cittadine- al bordo di un campo di basket all' aperto. Sotto le stelle, immagino, se non fosse che, a causa della luce artificiale emessa dai faretti, le stelle non si vedono, solo si intuiscono.
Allenatore di Basket si produce in alcuni slanci atletici che, intenditori sportivi alle mie spalle, definiscono pregevoli. Finisce a terra, Allenatore di basket, sbucciandosi appena un gomito. Si indigna con l' avversario, grida qualcosa in direzione dell' arbitro.
E non urlare come una suocera!, gli intima il ragazzotto che l' ha fallosamente spintonato, buttandolo a terra.