dietro le nuvole, il sole c'è sempre
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Chiuso per ferie
(fino a fine mese)
Mannaggia a me ed alla mia linguaccia!
Custode's Father da mesi cercava un artigiano di una certa specie, ormai introvabile, che potesse venirgli in soccorso per la riparazione di un gingillo di famiglia. Avendo io saputo che il padre di Allenatore di Basket appartiene proprio a quella specie introvabile di essere umano, ho suggerito a Custode's Father di contattarlo.
Ma non immaginavo l' avrebbe fatto in maniera istantanea, cioè alzandosi da tavola, nel bel mezzo della cena, ed agguantando repentinamente la cornetta del telefono.
Ne è nata così una conversazione tra i due padri, reciprocamente sconosciuti, dai tratti surreali. I due logorroici si ritrovano a chiaccherare per una buona mezz'ora su argomenti che spaziano dall' importanza del lavoro artigianale all' inutilità dell' informatica; da sistemi di agricoltura moderni al cambiamento urbanistico di Paese negli ultimi decenni; dalla guerriglia urbana delle periferie francesi all' importanza dell' unità famigliare.
E se già mi faceva rabbrividire l'aver captato che stessero conversando di quest' ultimo argomento, mi ha poi definitivamente ghiacciata la rivelazione che, per il padre di Allenatore di Basket, pur non ricordando bene dove l' avesse già sentito, il cognome Delle Nuvole non suonasse affatto nuovo!
Di me ti parlava? Mi ha chiesto qualcuno nei giorni scorsi. E poi, Di che parlavate?, Che ti diceva?.
E' questo, Amica mia adorata, che mi dà la forza di andare avanti nel quotidiano, pur nella tua assenza. La consapevolezza che tu ed io parlavamo tanto, ore intere. Giornate nella quali il telefono trillava anche due tre volte ed eri lì, dall' altro capo del telefono. Ed anche quando ci si incontrava, nel piccolo paese di pescatori o nella tua città, tu ed io sempre insieme, sempre insieme. Mattino, pomeriggio e sera. E' questo che dà la forza, amica mia. La consapevolezza che il tempo che mi è stato concesso per stare con te, io non l'ho sciupato. L' ho sfruttato a pieno. Mi sono riempita le mani della tua dolcezza, ho le braccia ricolme della tua ironia, la testa affollata dalle tue parole, gli occhi stipati dei tuoi sorrisi. Dentro al mio cuore, Amica, ho accatastato tutto ciò che potevo di te. Quello, tanto tantissimo, che tu mi hai offerto di te, io l'ho preso. E quel poco che ho potuto darti di me, tu da me l'hai preso.