dietro le nuvole, il sole c'è sempre
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Il celebre quadretto a punto croce potrà continuare a starsene appeso alla parete della stanza guardaroba di Allenatore di Basket.
Nel dettaglio.
Dopo aver atteso settimane che quel quadretto prendesse autonomamente la via della soffitta e non avendo riscontrato alcuna autonoma modificazione della circostanza, al culmine dei miei rimuginamenti interiori ed elaborazioni grastrointestinali di durata plurisettimanale, mi sono vista costretta a vuotare il sacco e chiedere il motivo dell' oscura permanenza di tale manufatto in casa sua. La sua risposta è stata talmente candida da essere svilente. Dapprima ha provato a tratteggiare un ingenuo Quale quadretto?, generando in me detonanti quesiti del tipo Perchè, quanti altri quadretti ci sono in giro per casa tua?. Poi, accortosi della brutta piega che la conversazione rischiava di prendere, ha risposto Perchè non ci faccio nemmeno caso a quel quadro. Boh, è sempre sato lì ed è rimasto lì... Frasi alle quali sono seguite sue scuse per non essersi accorto quanto quel quadretto avesse provocato in me e diponibilità a toglierlo di mezzo quanto prima. Tuttavia, per recuperare dignità, cioè per non sembrare del tutto una sciacquetta isterica, e nel vano tentativo di cristallizzare la lacrima che già mi si stava formando dietro la palpebra sinistra, ho ordinato con risolutezza che quel cavolo di ricamo restasse lì dove è sempre stato: se Allenatore lui non ci fa nemmeno caso a quel quadro, è pure ragionevole che per me non abbia assolutamente importanza che quel tripudio di crocette se ne resti attaccato a quel muro. Va da sè che io, quale appartenente al contorto mondo femminile, segretamente mi aspetti che Allenatore di Basket contravvenga al mio ordine e porti comunque in soffitta quella merda di quadro e tutti gli altri oggetti che provengono dall' Innominabile. Ma su quest'ultimo punto, non mi faccio molte illusioni perchè:
Per quanto riguarda, poi, i pupazzi e l' odiatissima tazza con gattina rosa Io faccio colazione con te, soprassiederei volentieri nella prosecuzione del post. Ma siccome sono onesta fino in fondo, per quanto al mio orgoglio dolga ammetterlo, proseguirò nel racconto. Al mio elenco di oggetti, la cui presenza in casa sua consideravo indelicata, Allenatore di Basket si è detto sbalordito della quantità di rimuginamenti che la mia mente è capace di produrre in segreto e, non risparmiandosi grasse risate, ha risposto che non sono oggetti proveninti dall' Innominabile.
