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giovedì, 04 novembre 2004

Seduta al tavolo con persone che mi stanno simpatiche e non. Qualcuno della seconda categoria, decide di intrufolarsi abusivamente tra i miei pensieri o, meglio, vi si intrufola con il piglio di chi si ritiene superiore a me(e alla massa)solo perchè calzo un paio di scarpe sportive, trendy. Quelle che hanno quasi tutti ai propri piedi, per intenderci.

-Oh, hai un paio di xxx, come va di moda...!-, dice lo stronzetto ed intanto giocherella con il proprio cellulare. Ed io so esattamente, con quella frase, dove vuole arrivare, perchè non è la prima volta che si comporta così con me. Sta cercando appiglio per una delle sue prediche sul consumismo, le mode, le masse e quant'altro. E poi, succede regolarmente, mi tira fuori comesenientefosse, la solfa sulle multinazionali, la fame nel mondo, il potere della pubblicità etc... E non è la solfa a scocciarmi, è che proviene da uno che esprime tutto ciò non per reale convinzione, ma solo perchè pensa, così facendo, di essere figo. Ma io non glielo permetterò, non questa volta, perchè lui ha tra le mani il suo punto debole e ci sta giocherellando senza accorgersene.

-Vedo che anche tu non hai saputo resistere alle mode... Con quel videofonino, cerchi di metterti in contatto con Claudio Amendola o sua figlia?-. Lo stronzetto è sistemato, per il momento.

Ma il Fato, per una volta, mi è favorevole e vuole darmi una mano contro chi predica bene e razzola male. Dopo un paio di giorni dallo scambio di reciproche accuse(ma io, a dire il vero, mi sono semplicemente dovuta difendere per il solo fatto di possedere un paio di scarpe comprate, perdippiù, in sconto!), trovo lo stronzetto in questione che guarda una vetrina d'abbigliamento. E non è una vetrina equo solidale, di abiti anonimi, politically correct... No, lo stronzetto mi lancia frecciatine  sulle mie calzature e poi lo sorprendo a guardare le magliettine tardo-adolescenziali con margherite, cuoricini, nomi di carburanti, fumetti... Troppo ghiotta l'occasione per lasciarmela sfuggire. Con passo felpato, lo raggiungo senza farmi vedere e mi appollaio alle sue spalle. Sento lui che esprime alla sua ragazza il desiderio di acquistare una delle maglie in vetrina e allora, delicata, gli soffio nell'orecchio destro:

-Oggi è una maglia con la margherita, domani una felpa con l' uomo ragno... dopodomani un paio di scarpe xxx, come le mie...-. Lui si volta, non dice nulla. E' rosso in viso per la vergogna e mi basta. Vestiti anonimo, firmato, global o no, a me non interessa ma non farmi la predica se sei il primo a non comportarti secondo le tue stesse parole!

Postato da: custodedellenuvole a 17:19 | link | commenti |


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